Il Tirreno

Lucca

Federconsumatori contesta il credito di 1.700 euro a una società che ignora il diritto di recesso

Invitato per un premio, gli rifilano l'enciclopedia

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LUCCA. Intrappolato nell'acquisto di un'enciclopedia multimediale, nonostante l'esercizio del diritto di recesso.  Al centro del contenzioso seguito da Federconsumatori, c'è un uomo di Altopascio che nel 2010 viene invitato (per telefono) ad andare a ritirare un regalo in un albergo della Lucchesia. Quando arriva, però, gli fanno firmare due contratti: una nota d'ordine da 1.773 euro per l'enciclopedia multimediale e un finanziamento per l'acquisto. La vicenda non gli quadra e così l'uomo, con una raccomandata assicurata, invia una disdetta sia alla casa editrice che alla finanziaria. Esercita, insomma, il diritto di recesso entro 10 giorni, secondo quanto prevede la legge. La finanziaria, però, non sembra tener conto di questa raccomandata e cede il credito vantato nei confronti del cliente a una nuova società. Chi eredita questo credito - che per Federconsumatori non è esigibile - si rivolge a una società di recupero per riscuotere i 1.700 euro. «La somma - spiega Fabio Coppolella - non è dovuta perché il diritto di recesso è stato esercitato correttamente. Se basterà la diffida inviata per chiarire la questione con la società di credito, bene. Altrimenti potremmo anche decidere di adire alle vie legali». Come è successo per altri casi. Segnalazioni di problemi di questo tipo - anche per attivazione di utenze domestiche -sono frequenti, conferma Coppolella. Solo nell'ultimo mese sono state 23. i.b.

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