Il Tirreno

Lucca

Per l’avvocato di Di Fronzo il processo stabilirà l’estraneità del suo assistito

Il legale dell'operaio della ditta Paterni si oppone al decreto penale di condanna

La cisterna dell’officina Paterni
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La cisterna dell’officina Paterni

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 COSELLI. Sarà un processo ordinario a stabilire se Cristian Di Fronzo, uno dei lavoratori della Paterni Manutenzioni rimasto ferito nel gravissimo infortunio sul lavoro avvenuto il 26 agosto 2010, ha responsabilità nell'incidente in quanto per la procura ricopriva l'incarico di responsabile della sicurezza. Per questo il sostituto procuratore Salvatore Giannino aveva stralciato la sua posizione nel processo che vede indagati i fratelli Alessandro e Mariano Pellegrini, 41 e 69 anni, responsabili dell'officina, chiedendo al gip di emettere un decreto penale di condanna con pagamento di 1000 euro. Il legale dell'indagato, avvocato Andrea Balducci, ha fatto opposizione al decreto penale di condanna con richiesta di giudizio ordinario. «Questa opposizione si basa proprio - scrive il legale - sulla necessità di fare piena luce circa il ruolo svolto da Di Fronzo nell'ambito aziendale a prescindere dal conferimento di vuoti titoli (responsabile della sicurezza) qualora detto conferimento non sia stato preceduto e accompagnato da idonea preparazione teorico-pratica e da un'idonea dotazione degli ausili chiesti dalla legge». Ricordiamo che la notiza della richiesta di rinvio a giudizio dei fratelli Pellegrini venne pubblicata da Il Tirreno con risalto il 27 giugno scorso.

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