Il Tirreno

Lucca

Ancora in allarme la gente di Pescaglia per le ripercussioni dell’incendio su aria e terreno

«Farò io la bonifica del sito»

B.A.
Il titolare della Ste.Mar Stefano Martinelli il giorno dell’incendio
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Il titolare della Ste.Mar Stefano Martinelli il giorno dell’incendio

Le rassicurazioni del titolare della Ste.Mar andata a fuoco

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 PESCAGLIA. «È in primo luogo nostro interesse recuperare il sito industriale della Ste.Mar distrutto dalle fiamme. Purtroppo le opere di bonifica sono costose, ma salvo imprevisti le eseguiremo. In realtà la bonifica è già iniziata, con la stesura dei teli di protezione sui cumuli di gomme bruciate. Non stiamo comunque a guardare: stiamo già contattando aziende specializzate nello smaltimento di gomme e di eternit, e anche nella bonifica del terreno».  Parla Stefano Martinelli: l'acronimo della prima sillaba del suo nome e del suo cognome corrisponde al nome (Ste.Mar) della ditta di smaltimento di pneumatici usati con sede a Piegaio, nella zona industriale di Gello, andata a fuoco il 23 ottobre scorso.  Martinelli si sente bersagliato dalla popolazione, dalle paure a suo dire infondate per le ripercussioni che l'incendio (di vastissime dimensioni: ci vollero circa ventiquattro ore per domare le fiamme il giorno dell'incendio, salvo poi intervenire ancora la scorsa settimana per un focolaio che aveva ripreso a bruciare) potrebbe avere sull'ambiente.  «Le analisi hanno dato risultati tranquillizzanti, non vedo perché si continui a gridare all'inquinamento - dice infatti Martinelli -. Sono più deluso dal comportamento di tante persone che addolorato per la disgrazia che mi è capitata. In questo momento sto lavorando per altri impianti uguali al mio, grazie alla solidarietà di alcuni colleghi. Ma allo stesso tempo mi sto preoccupando di portare a compimento le operazioni di bonifica».  L'altro pomeriggio intanto i rappresentanti del comitato di cittadini che si è costituito dopo l'incendio ha incontrato forze politiche di minoranza e maggioranza per gettare le basi di quello che sarà un osservatorio permanente sulla qualità dell'ambiente nella zona di Pescaglia e in particolare della Valpedogna, la zona più vicina al sito industriale bruciato, dove la gente ha paura. Tanto che il comitato ha preso un'iniziativa: busserà a tutte le porte dei paesini della zona per chiedere un contributo economico. Con i soldi che riuscirà a raggranellare, il comitato farà fare esami sulla qualità dell'aria e sul terreno in proprio, perché non si fida completamente dei risultati degli esami ufficiali, compiuti dall'Arpat.  Non sono sicuri se davvero basta lavare la frutta e la verdura coltivate in loco per non avere alcun timore mangiandole. Tanti abitanti della zona hanno un piccolo orto, dal quale ricavano parte del fabbisogno di frutta e ortaggi per la famiglia. Sabato scorso, in base a un'ordinanza del sindaco, la scuola elementare di Piegaio è rimasta chiusa, come misura cautelativa, durante le ore in cui sul sito della Ste.Mar sono stati distesi i teloni.

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