Proteste
Disabili, resta l'incertezza
Nadia Davini
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Una riunione del comitato scuola pubblica, al microfono Fabio Lucchesi Soldi alle cattedre di sostegno, manca il piano provinciale
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LUCCA. Non tutto il lavoro è andato sprecato: potrebbe essere riassunto così l'impegno portato avanti in questi mesi dal coordinamento scuola pubblica bene comune rispetto alla questione dei ragazzi disabili. A settembre l'appello era stato chiaro: le cattedre di sostegno sono insufficienti rispetto al numero di alunni disabili iscritti nelle scuole. Da provinciale la campagna è diventata regionale e, notizia di questi giorni, è proprio l'assessore regionale all'istruzione Stella Targetti, in accordo con la dirigente dell'ufficio scolastico regionale, Angela Palamone, ad aver varato un piano di interventi per le ore di sostegno. Si tratta di un totale regionale di circa un milione di euro da stanziare per il sostegno e da dividere fra tutte le province toscane, Lucca inclusa. Verranno finanziate: ore di sostegno in deroga; ore aggiuntive di insegnamento per i docenti curricolari della classe; ore aggiuntive di sostegno che potranno essere assegnate agli educatori e altre figure legate alle associazioni tipo l'Anffas. Sono poi previste ore retribuite anche per la progettazione, la documentazione e la verifica, nonché possibilità di attivare esperienze di laboratori che coinvolgano l'intera classe. Saranno anche finanziate attività di formazione cui la maggioranza dei docenti avrà l'obbligo di sottoporsi; a ogni classe che accede alla sperimentazione sarà abbinato un docente-tutor (figure, queste, individuate dagli uffici scolastici territoriali fra docenti di riconosciuta esperienza nell'integrazione scolastica di alunni disabili). Soldi, quindi, che andranno a sostenere i progetti di integrazione già presenti nelle varie scuole (dalle materne alle superiori) o che serviranno per potenziare le ore di sostegno. Tuttavia, poco è stato fatto dalla Regione per aumentare le cattedre di sostegno. «Si parla di un totale di 60 cattedre in più per tutta la Toscana - spiega Fabio Lucchesi, del coordinamento scuola pubblica bene comune - ed è una cifra davvero bassa. Apprezziamo invece l'impegno finanziario, davvero prezioso in questi tempi di scarsità di fondi e di investimenti nelle scuole pubbliche». Sta di fatto, però, che la situazione in Provincia di Lucca non sembra destinata a migliorare, soprattutto per quanto riguarda il rapporto sancito per legge di un insegnante di sostegno ogni due alunni disabili. Infatti, attualmente, Lucca si trova al di sotto di questo limite di ben 20 cattedre e ciò potrebbe portare all'incancrenirsi di una situazione pesante: ragazzini parcheggiati per pomeriggi in classe, poco seguiti (a volte si parla di 12 ore settimanali a fronte di un tempo scuola settimanale pari a 30 o 40 ore), spesso ritirati prima da scuola, con conseguenti problemi per l'integrazione scolastica dell'alunno stesso, nonché la menomazione di un diritto inalienabile come è quello all'istruzione. Situazione questa presente anche in altre zone della Toscana: basti pensare che mentre aumenta il numero degli alunni disabili (salito negli ultimi due anni, a livello regionale, da 9.915 a 10.202) resta invariato il numero degli insegnanti di sostegno (4.690). Ufficialmente il piano di interventi non è ancora stato presentato. «Noi siamo stati molto chiari -, continuano dal coordinamento, - Anche la settimana scorsa abbiamo ripetuto la nostra posizione al prefetto: se la nostra Provincia dovesse restare sotto il rapporto un insegnante ogni due alunni diversabili per noi la cosa è illegale e perciò ci muoveremo anche legalmente».
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