Sicurezza
Prosegue linchiesta della Procura sul finanziamento per la campagna elettorale del 2007
Contestati nuovi contributi a Favilla
Luca Tronchetti
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Lingresso di Favilla in municipio appena eletto Il sindaco deve rispondere alla Procura anche di 3.500 euro non contabilizzati
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LUCCA. È una fattura da 3500 euro - denaro forse impiegato per il pagamento di una cena elettorale - il presunto finanziamento che la procura contesterebbe al sindaco Mauro Favilla. Ma c'è anche dell'altro. Documenti su operazioni contabili effettuate nel periodo delle amministrative 2007 sarebbero in possesso della polizia giudiziaria. Carte mostrate al primo cittadino alla presenza del suo legale, avvocato Anna Francini del Foro di Pisa. Magistrato e carabinieri della pg hanno chiesto spiegazioni sui quei movimenti contabili che, al momento, Favilla non ha fornito. Ma, attraverso il suo avvocato, conta di fornire entro la fine dell'anno. Sino a questa contestazione il sindaco aveva risposto a tutte le domande del sostituto procuratore Fabio Origlio. Anche sulla vicenda della fattura di 3500 euro che non figurerebbe nell'apposito registro tenuto, come prevede la legge, dal mandatario elettorale Natale Mazzoni, Favilla aveva fornito al magistrato e alla polizia giudiziaria dei carabinieri la propria versione. Presumibilmente quel pagamento in campagna elettorale era il regalo di qualche amico imprenditore che lo ha sempre sostenuto nel corso dell'ormai ultra cinquantennale attività politica. Un peccato veniale. Che non scalfirebbe lo spessore politico del sindaco. Anche se l'irregolarità - che si basa sulla violazione della legge del 1974 sul finanziamento illecito ai partiti - comporterebbe automaticamente la possibilità di chiedere il rinvio a giudizio del primo cittadino. Perchè la normativa impone che ogni fattura, ogni versamento, ogni elargizione venga documentata sia dal mandatario elettorale sia dall'azienda che decide di appoggiare questo o quel candidato attraverso una delibera dell'assemblea dei soci o del Cda. Alla fine però, ammesso che la prescrizione non faccia il suo corso, Favilla andrebbe incontro a una semplice ammenda. Chiarito, del tutto, invece il caso Fouzi Hadj. Carte alla mano Favilla ha dimostrato alla procura che quel finanziamento di 7500 era del tutto regolare. Hadj versò i due assegni al mandatario del comitato elettorale (Natale Mazzoni) che li contabilizzò sull'apposito registro per poi versarli sul conto corrente. L'allora segretario della Lucchese Calcio, Antonio Magli, riferì agli inquirenti la circostanza. E indicò sul libro giornale della società sportiva l'uscita della somma sotto la voce Mazzoni. Se Favilla risulta estraneo alla vicenda, la procura potrebbe decidere di iscrivere nel registro degli indagati Fouzi Hadj in quanto non ci sarebbe la prova della convocazione dell'assemblea dei soci o del cda della Lucchese per deliberare il contributo a Favilla. Oltre alla misteriosa operazione da chiarire con una memoria scritta, il sindaco dovrà dare spiegazioni anche riguardo all'incontro dell'estate del 2007 che ci sarebbe stato tra l'ex onorevole Piero Angelini, presidente di Governale Lucca, e l'architetto Lorenzo Pieri, professionista all'epoca di Valore spa, la società interessata a grandi operazioni immobiliari, compresa la costruzione di un nuovo quartiere a S. Anna.
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