Finanza
Cade a pezzi la sede del softball
Arianna Bottari
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Lex sede della società Woodstock di softball a Carraia (vip) Inutilizzato da anni nonostante sia dotato di spogliatoio, uffici e sala stampa
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CARRAIA. L'immobile che accoglieva gli ex spogliatoi della squadra di softball della Woodstock Capannori è in stato di abbandono. Lo denuncia Gino Malfatti, consigliere dell'Udc. L'edificio si trova nell'area industriale di Carraia e da anni non viene utilizzato. Tanto da essere dichiarato inagibile nonostante sia dotato di spogliatoi, sala stampa e uffici capaci di ospitare una delle associazioni del territorio. Lo stabile è circondato da una recinzione verde, che lo divide dai campi di calcetto e da quello di softball, oltre che dai nuovi spogliatoi. Al di là della rete tutto è pulito e curato. Dall'altra parte non si vede che erba alta, rifiuti e un edificio che sta cadendo a pezzi. Un tempo era la sede della società di football Woodstock, società che militava nella seria A, vanto di Capannori. Per questo venne costruito quel blocco. Munito di sale comuni, spogliatoi, uffici e persino una sala stampa. Poi Comune e Woodstock vennero coinvolte in un lungo contenzioso e la vecchia sede della società sportiva è stata abbandonata. Ora gli abitanti di Carraia e il consigliere comunale Gino Malfatti di fronte allo stato di degrado in cui si trova l'edificio, chiedono spiegazioni. «La struttura è in condizioni fatiscenti ed è stata dichiarata inagibile e l'aspetto più rilevante è che si tratta di un manufatto che appartiene al patrimonio comunale dell'ente - dice Malfatti - E' uno spazio di diverse centinaia di metri quadrati, lasciato in uno stato di trascuratezza ed abbandono, completamente recintato dopo che non viene più utilizzato dall'associazione sportiva di softball». Il consigliere comunale chiede che venga fatta luce sulla futura destinazione dell'immobile che potrebbe anche essere oggetto di un'interrogazione in consiglio comunale. «Si parla tanto di recuperi di spazi e costruzioni già esistenti e poi non si impiega neppure quelle strutture che sono di proprietà comunale e che una volta recuperate potrebbero avere un utilizzo di pubblica utilità per la collettività. Ci sono tante associazioni culturali o di volontariato in cerca di una sede. Perché non recuperare questo stabile abbandonato? Davanti c'è un bel parcheggio e Carraia è comunque vicino a Capannori ed altre frazioni. Credo debba esserci più attenzione da parte del Comune per il proprio patrimonio e le sue possibili forme di recupero a vantaggio della cittadinanza».
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