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Lucca

Liberalizzazione in mano al consiglio comunale

Liberalizzazione in mano al consiglio comunale

Spetta all'aula deliberare se ridurre o annullare le superfici minime per i nuovi locali

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LUCCA. La scelta spetta al consiglio comunale. Di questo l'assessore al commercio, Moreno Bruni, non ha dubbi. Dovrà, dunque, essere l'assemblea (dopo i passaggi in commissione) a decidere se liberalizzare in modo completo da subito l'apertura dei nuovi pubblici esercizi nel centro storico (e non solo) oppure se «procedere per gradi».  La questione del contendere è la stessa da mesi. Ridurre (o addirittura annullare) le superfici minime di somministrazione richieste per l'apertura di bar e ristoranti in città. In base alle normative vigenti, gli uffici comunali hanno già proposto di dimezzare queste superfici, sia per le sale da pranzo del centro storico che per quelle dei locali esterni alle Mura, ma le associazioni di categoria nicchiano. Chiedono una riduzione meno drastica di queste superfici, in modo da tutelare i locali esistenti dall'apertura di nuovi esercizi. Proprio in questi giorni, però, anche il ministero si è espresso a favore della liberalizzazione totale, accogliendo le istanze di imprenditori locali. Il Comune terrà conto anche di questa presa di posizione, per quanto si riferisca a una direttiva e non a una legge. «L'unica normativa di riferimento - precisa l'amministrazione comunale - dice che entro agosto i regolamenti dei pubblici esercizi debbano essere adeguati entro agosto per consentire la libera concorrenza. Se questo termine non verrà rispettato, i regolamenti decadranno automaticamente». Come gestire questo periodo di transizione, in attesa della liberalizzazione di agosto, spetta solo al consiglio comunale. Che, sentita la commissione consiliare, può decidere se accogliere la proposta dell'ufficio di dimezzare le superfici di somministrazione attualmente richieste per aprire un locale nel centro storico (165 metri quadri per ristoranti, 55 per i bar) o se, invece, liberalizzare tutto e subito. Quanto al parere del ministero, il Comune non prende alcuna posizione ufficiale ribadendo che «verrà valutato. Finora non è stato possibile, visto che ci è arrivato solo ieri, essendoci stato inviato per conoscenza».

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