Il Tirreno

Lucca

L’assemblea della Cassa conferma l’incorporazione in Banco Popolare. Incarico di prestigio per Varetti

Crl si fonde, ma «resta autonoma»

Ilaria Bonuccelli
Crl si fonde, ma «resta autonoma»

I comitati territoriali faranno arrivare a Verona le esigenze del territorio

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LUCCA. L'ultimo atto si è consumato martedì. All'unanimitò l'assemblea dei soci di Cassa di risparmio di Lucca Pisa Livorno vota la fusione e Crl diventa, a tutti gli effetti, una divisione di Banco Popolare. Ma se anche non esiste più come soggetto giuridico, se anche «la direzione strategica è a Verona, la Cassa non sparisce». Né perde la propria autonomia.  L'assicurazione è unanime. Il presidente uscente della Cassa, Alberto Varetti (in carica fino al 31 dicembre), il nuovo rappresentante della Cassa nel consiglio di amministrazione di Banco Popolare, Andrea Guidi (ex presidente di Assoindustria) e il nuovo direttore generale della banca, Silvano Piacentini, garantiscono che per i clienti di Crl con la fusione non cambierà nulla. Tanto meno - dicono - la Cassa perderà autonomia. Nonostante il potere oggi sia concentrato a Verona - ribadiscono Piacentini e Guidi - Crl potrà decidere erogazione di finanziamenti fino a 15 milioni, sempre che non ci siano problemi di rating (di quotazione, di garanzie) per le imprese. E anche in quel caso, la banca - con la firma di Piacentini e di uno staff di manager - potrà andare in deroga alle norme rigide «imposte da Bankitalia» nell'erogazione dei prestiti, assumendosi la responsabilità delle decisioni. Tanto che - stando alle proiezioni di Banco Popolare - Crl, anche con la fusione, potrà continuare a gestire in maniera autonoma circa il 90% dei finanziamenti. Un'autonomia del genere - sottolinea Piacentini - sarebbe perfino più alta di quella esercitata da Crl quando ancora BP era la holding del gruppo, invece che la nuova banca del territorio, organizzata in tre divisioni - Lodi, Verona e Novara - a loro volta articolate in 6 direzioni territoriali, una delle quali coincide con Crl. Insomma - segnalano i vertici della Cassa - ci sono tutte le condizioni perché Crl resti la «banca dei lucchesi». A conferma di questa affermazione, Piacentini cita alcune cifre: l'aumento dei conti correnti, passati da 242mila di inizio anno a 250mila. L'aumento degli impieghi: +10,8% per le famiglie e + 2,2% per le piccole e medie imprese «in un momento in cui si assiste a una grande contrazione delle erogazioni». Crl, invece, impiegherebbe sul territorio circa il 10% in più di quello che raccoglie «a conferma che non è vero che i soldi dei lucchesi andranno a Verona».  Ad assicurare che questa tendenza non venga invertita, ci sarà un nuovo organismo, operativo probabilmente da gennaio: il comitato territoriale con sede a Lodi, che avrà un sub-comitato locale, tutto lucchese. Questi comitati, con funzione consultiva - spiega Varetti - saranno «i sensori di Bp sul territorio. Raccoglieranno le esigenze del credito, le richieste di contributi per iniziative o sponsorizzazioni. In un colloquio recente, il presidente di Bp, Carlo Fratta Passini, mi ha assicurato di credere molto in questi comitati». Il primo rappresentante di Lucca nel comitato territoriale di Lodi dovrebbe essere proprio Alberto Varetti, indicato come vicepresidente dell'organismo. Con questa carica, Varetti diventerebbe automaticamente anche presidente del sub-comitato lucchese, composto al massimo da una decina di notabili locali. Un nuovo impegno, quindi, per il commercialista che è l'ultimo presidente di Crl. Quello che non ha mai nascosto alcune perplessità sulla fusione «per incorporazione» della Cassa in Bp. Che avrebbe preferito che la Fondazione Crl non cedesse a Verona il 20% delle quote della banca. Ma che oggi riparte, con la nuova organizzazione con un invito proprio alla Fondazione: «Stia vicina alla banca. Organizzi con la Cassa iniziative. Ci aiuti a far capire se siamo sempre noi la vera banca del territorio».

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