Il Tirreno

Lucca

Allarme della Coldiretti che segnala una serie di colpi nelle aziende di coltivazione della pianta ornamentale

Serre di pungitopo saccheggiate dai ladri

Arianna Bottari
Una coltivazione di ruscus, noto anche come pungitopo
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Una coltivazione di ruscus, noto anche come pungitopo

Raffica di furti per vendere al mercato nero l'addobbo tipico di Natale

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 CAPANNORI. Nella Piana, una pianta diventa l'oggetto del desiderio dei ladri. Furti a raffica in varie aziende florovivaistiche e danni per decine di migliaia di euro, secondo Coldiretti. Tre colpi negli ultimi giorni, altri nelle settimane precedenti. Un'escalation dai primi di novembre ad oggi per vendere al mercato nero gli addobbi tipici di Natale.  Un agricoltore di S. Ginese, preso di mira alcune settimane fa, dice: «Sono professionisti. Sanno cosa fare».  La pianta è il ruscus racemosa, quella piccola piantina ornamentale dalle bacche arancioni o rosse che ha mercato soprattutto nel periodo invernale, nota anche come pungitopo.  Di campi coltivati a ruscus nella Piana ce ne sono molti.  Quasi una tradizione per gli agricoltori del Capannorese e di Porcari. Li si nota perché sono coperti da tessuto ombreggiante.  Il ruscus, infatti, non ama la luce diretta. Viene rivenduto nei mercati all'ingrosso, soprattutto del nord Italia, che in questo periodo ne richiedono in grandi quantità, come verde ornamentale.  I ladri, secondo quando dice Coldiretti, hanno approfittato delle grandi quantità coltivate e pronte ad essere immesse nel circuito.  Evidentemente il giro d'affari è buono, perché i furti sono aumentati in maniera esponenziale, tanto alcune aziende hanno deciso di rivolgersi ai carabinieri. Tre quelle prese di mira negli ultimi giorni, una si trova a Capannori. Lì sono stati rubati quintali di ruscus e le piante sono state tagliate "barbaramente", come ha sottolineato Coldiretti. «La straordinaria frequenza dei furti preoccupa gli imprenditori, che alla fine hanno deciso di denunciare i fatti - dice la presidente provinciale di Coldiretti, Dina Pierotti -. Per quanto riguarda l'ultimo colpo, a Capannori, oltre al danno relativo al mancato guadagno diretto, quantificabile in circa 10mila euro, bisogna aggiungere un serio danno indiretto. Le piante sono state danneggiate, visto che serviranno quattro o cinque anni perché tornino produttive. Diverse aziende non hanno sporto denuncia, nonostante siano state visitate dai ladri, per questo invitiamo gli imprenditori a segnalare i fatti o qualsiasi situazione anomala».  Anche Alberto Focacci della Cia invita gli agricoltori a farsi avanti. «Molte le zone della Piana colpite. Sembra quasi che sia una banda specializzata a colpire».  E proprio un agricoltore affiliato alla Cia che ha 1500 metri quadrati di terra a ruscus racconta: «Hanno fatto un lavoro da professionisti. Hanno lasciato le file esterne intatte, così che non si potesse notare che erano al lavoro sotto l'ombreggiante, e hanno tagliato con precisione. Non hanno lasciato niente. Il fatto è che quelle piante non saranno produttive per lungo tempo. Il ruscus, infatti, se viene lasciato senza parte aerea, ovvero senza vegetazione, impiega molto tempo per riprendersi. Io sono da tanti anni nel settore, ma non avevo mai visto niente del genere. E so che, purtroppo, non sono stato l'unico ad essere stato preso di mira qui nella Piana».

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