Il Tirreno

Lucca

Era il responsabile della sicurezza

Chiesta la condanna di un operaio ferito

La cisterna che esplose
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La cisterna che esplose

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 COSELLI. La Procura ha chiesto al gip un decreto penale di condanna, con pagamento di 1000 euro, per Cristian Di Fronzo, l'operaio (e responsabile della sicurezza) della Paterni Manutenzioni di Coselli rimasto coinvolto nello scoppio di un serbatoio nell'agosto 2010. Riportò gravi ustioni. Il pm Salvatore Giannino ha deciso stralciare il procedimento a carico di Di Fronzo dal fascicolo principale, quello a carico di Alessandro e Mariano Pellegrini, il primo presidente del cda della Paterni e preposto alla gestione tecnica (difeso dall'avvocato Enrico Marzaduri), il secondo responsabile della vigilanza e coordinamento dei lavori (avvocati Elisabetta Triggiani e Francesco Giampaoli).  Di Fronzo era incaricato di riparare un semirimorchio di un'azienda usato per il trasporto di sostanze bituminose. Con lui c'era Luca Donati. Dovevano esaminare il serbatoio, lungo dieci metri. Individuata la falla, i due operai specializzati decisero di intervenire entrando nella cisterna, dando inizio alla saldatura. Ma vennero investiti da un'esplosione. Di Fronzo e Donati vennero aiutati ad uscire da un collega, per poi venire trasportati prima all'ospedale e quindi al centro grandi ustionati di Pisa.  Per la procura, i responsabili della Paterni Manutenzioni consentirono ai due operai di accedere al serbatoio senza protezioni e respirazione assistita e senza prevedere la presenza di un altro lavoratore alla sommità della cisterna. A.B.

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