Il Tirreno

Lucca

Ste.Mar, ora si sonda il terreno

Barbara Antoni
L’incendio divampato alla Ste.Mar il mese scorso
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L’incendio divampato alla Ste.Mar il mese scorso

Nuovi controlli Arpat a Pescaglia. Il comitato cerca soldi per altri esami

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 PESCAGLIA. Arpat eseguirà nuovi prelievi, questa volta di terreno, nella zona circostante il sito industriale della Ste.Mar che, andato a fuoco il 23 ottobre, ha ripreso a bruciare venerdì scorso. Lo scopo: «Valutare possibili ricadute di questo ulteriore incidente». I cittadini intanto si mobilitano: il comitato farà una raccolta parta a porta di soldi per fare analisi in proprio.  Gli ulteriori prelievi sono annunciati da Arpat dal suo sito internet ufficiale, che torna a mettere in evidenza la vicenda che da oltre un mese a questa parte è piombata, in particolare, su Gello e l'intera Valpedogna.  Il 23 ottobre, infatti, la Ste.Mar (azienda nella zona industriale di Gello, attiva nello smaltimento di pneumatici usati) è andata a fuoco. Un incendio di enormi dimensioni, che ha ingoiato tonnellate di pneumatici stoccati sul piazzale e nel capannone. Nell'immediato, il Comune - su indicazione di Arpat e Asl - ha emesso l'ordinanza relativa al consumo di verdure e ortaggi coltivati in loco, con il consiglio di lavarli accuratamente prima di consumarli.  Venerdì, il sito della Ste.Mar ha ripreso a bruciare. «Risulta - spiega l'Arpat - che il fuoco si sia sviluppato da un cumulo di pneumatici rimasti sotto la terra utilizzata per lo spegnimento del 23 ottobre, che non si erano completamente spenti. In proposito - continua la nota - erano già pervenute segnanalazioni di emissioni di fumo da sotto i cumuli e, sia Arpat che Asl, avevano sollecitato più volte il Comune affiché imponesse alla ditta misure di messa in sicurezza e rimozione dei residui rimasti sul piazzale. Il Comune aveva emesso un'ordinanza nei confronti della Ste.Mar ma il problema non era stato risolto».  «Ancora una volta - conclude Arpat - emerge chiaramente che questi impianti di stoccaggio provvisorio, numerosi in Toscana, senza una destinazione finale certa per lo smaltimento definitivo o il riutilizzo sono spesso molto problematici».  A seguito della ripresa dell'incendio di venerdì, per tutta la giornata di sabato, le scuole di Gello sono state chiuse. E la popolazione di tutta la Valpedogna è stata invitata dal Comune a rimanere in casa, soprattutto anziani e bambini.  Intanto si è costituito un comitato cittadino, «assolutamente apolitico e spontaneo, che ha come unico scopo di tutelare la salute di cittadini e ambiente - spiega Susanna Tonelli, una dei componenti -. Con Arpat, Asl, con minoranza e maggioranza consiliare abbiamo dato vita a un osservatorio sulla qualità ambientale della nostra zona. E anche per abbreviare i tempi di smaltimento del sito della Ste.Mar. I teloni sopra i cumuli di gomma bruciata sono quasi interamente stesi, dopo venerdì. Ma la paura è ancora tanta», aggiunge.  Il pericolo maggiore è rappresentato dal fatto che, continua, Susanna Tonelli, «il piazzale della Ste.Mar è in asfalto. In caso di pioggia, e come ci ha detto l'Asl bastano se millimetri, le sostanze, dal piazzale, dilaveranno nel torrente. Abbiamo deciso di far fare ulteriori prelievi ed esami, sia sull'aria che sul terreno. In questo territorio, molti cittadini hanno un orto da coltivare e vogliono sapere se possono continuare oppure no. Ma gli esami costano. Così faremo una raccolta di soldi porta a porta fino a raggiungere la cifra per farli in proprio».

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