Trasporti
Arbitro picchiato
Luca Tronchetti
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Un arbitro di calcio giovanile (foto archivio) Giocatore di 17 anni espulso lo aggredisce e poi gli spacca l'auto
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LUCCA. L'arbitro finisce al pronto soccorso. Picchiato da un calciatore di 17 anni. Che alla vista del cartellino rosso gli sputa per poi colpirlo - a partita terminata dopo appena 24 minuti di gioco - alla testa. Ma non è finita perchè il direttore di gara - costretto a restare per mezz'ora chiuso negli spogliatoi e ad uscire scortato dai vigili urbani - trova ad attenderlo un'altra «sorpresa»: il vetro anteriore della sua auto è spaccato e la carrozzeria rigata. La partita tra due squadre Juniores si trasforma in un'indegna gazzarra. Che finisce per allontanare i veri amanti da una disciplina - il calcio - che perde giorno dopo giorno quel briciolo di credibilità rimasta. La nuova vergogna accade in un pomeriggio assolato al campo sportivo di Massa Macinaia. Giocano le formazioni Juniores dei padroni di casa che affrontano il Ghivizzano. In campo ragazzi di 17-18 anni che dovrebbero praticare questo sport con passione e lealtà. Invece al 24' accade che l'arbitro - Marco Sculli di S. Maria a Colle, nei quadri federali dal 1984 - sventola il cartellino rosso in faccia a un calciatore di 17 anni della formazione locale. Il motivo? Il giocatore in erba ironizza sulla decisione della giacchetta nera di fischiare un calcio di punizione. Un vezzo comune ai più. La naturale autorevolezza che nel Novecento imponeva il ruolo di giudice, insegnante, educatore era rispettata da chi doveva rispettare le regole. Nella «deregulation» collettiva del Duemila ecco che il giovane calciatore - a cui nel tempo non è stata ben spiegata la funzione del direttore di gara - ha una reazione isterica. Sputa e scalcia l'uomo in nero che per hobby indossa pantaloncini e maglietta cercando di imporre le regole sul rettangolo verde. È completamente fuori di senno tanto che alcuni compagni e l'allenatore debbono trascinarlo a forza verso la panchina. Ma altri giocatori del Massa Macinaia protestano vivacemente con il signor Sculli. Il clima si surriscalda. Non ci sono, per l'arbitro, i presupposti per andare avanti. La partita viene sospesa. Ma la tensione resta. Perchè il diciassettenne torna alla carica e colpisce l'arbitro procurandogli un bozzo in testa e costringendolo, mezz'ora dopo, a recarsi al pronto soccorso e a sottoporsi a tac. L'esito è negativo, ma il referto parla di tre giorni di prognosi. Prima però la giacchetta nera impaurita si chiude negli spogliatoi. Arrivano i vigili urbani di Capannori e lo scortano fuori. La sua auto però subisce danni ingenti.
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