La manifestazione
In mensa hanno lo stesso trattamento riservato ai dipendenti comunali di Capannori: il caso arriva in consiglio
Agli assessori un pranzo costa 60 centesimi
Arianna Bottari
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La mensa di Capannori Cervelli (Pdl): «Scandaloso, bisogna rivedere la convenzione con la ditta Eudania»
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CAPANNORI. Pranzi superscontati alle mensa comunale per gli assessori della giunta Del Ghingaro: per un pasto spendono 60 centesimi. Volendo fare un confronto, è molto meno di quanto pagano i parlamentari che mangiano (di lusso) in cambio di pochi euro nei ristoranti di Camera e Senato. A denunciare il privilegio è stata in consiglio comunale Vanda Cervelli, capogruppo del Pdl: «Sessanta centesimi a pasto per un assessore? Troppo poco. Bisogna cambiare il contratto tra Eudania e Comune per dare un segnale ai cittadini». Passino i 60 centesimi a pasto che pagano i dipendenti dell'ente (lo prevede il contratto nazionale), ma che gli amministratori godano dello stesso trattamento non va giù al consigliere di opposizione. «Poco importa se e quanto gli assessori si rechino a mensa. Il fatto che abbiano la possibilità di pagare soltanto 60 centesimi per un pranzo completo, quando alle famiglie che hanno i figli alle mense scolastiche è stato applicato un aumento del 60 per cento, mi sembra vergognoso». Cervelli ritiene troppo basso anche il prezzo pagato dai dipendenti («Non dimentichiamo che il resto lo pagano i contribuenti»), ma riconosce che il diritto del buono pasto è sancito dal contratto nazionale, come giusto che sia per i lavoratori che hanno il rientro. «Non trovo però equo che i dipendenti comunali possano pagare 20 centesimi quando hanno il rientro e 60 quando il rientro pomeridiano non è previsto e possono andare a mangiare a casa. Soprattutto quando si è arrivati ad un aumento del 60 per cento, con i buoni schizzati ad un massimo di oltre 4 euro». Certo, c'è differenza tra le materie prime usate per preparare i pasti ai dipendenti comunali e quelle utilizzate per i bambini delle scuole (agli alunni viene servito cibo realizzato con prodotti biologici e di filiera corta, Dop e Igp. La carne rossa, per esempio, è chianina, il riso, il farro, il prosciutto cotto, i pomodori pelati, le uova e l'olio extravergine provengono da coltivazioni biologiche della filiera corta), ma per Cervelli il contributo del dipendente è comunque troppo basso. Per non parlare degli amministratori. «Questa è la parte più scandalosa. Il Comune, prima di chiedere più sacrifici alle famiglie, avrebbe dovuto dare l'esempio e rivedere il contratto con Eudania, rinunciando a certi privilegi. Non importa se gli assessori vanno a mensa o meno, hanno comunque la possibilità di fruire di un prezzo troppo vantaggioso, altro che buone pratiche».
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