Il Tirreno

Lucca

Ritorno dell'Ici per 33mila lucchesi

Ilaria Bonuccelli
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Gettito di almeno 4,5 milioni con il recupero dell'imposta sulla prima casa

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LUCCA. Fra i 4,5 e i 5 milioni di euro. È quanto il Comune potrebbe recuperare dall'Ici se venisse introdotta di nuovo l'imposta sulla prima casa che interesserebbe circa 33mila contribuenti. E questa è la proiezione minima, considerando l'aliquota al 4,5 per mille - quella in vigore nel 2008, anno dell'abolizione - e la conferma della rendita media delle abitazioni calcolata a 542,92 euro, secondo gli ultimi dati disponibili.  I Comuni, in effetti, cominciano a valutare il nuovo gettito Ici per il 2012. La reintroduzione dell'imposta sulla prima casa, che in Lucchesia riguarderebbe almeno centomila contribuenti, infatti, oggi è data per scontata, anche se il provvedimento (annunciato) non è ancora stato varato dal Governo.

A sdoganare, a nome degli enti locali, il ritorno dell'imposta sulle prime case è stato, di fatto, Graziano Delrio, presidente dell'Ance (l'associazione nazionale dei Comuni) all'inaugurazione del convegno "RisorseComuni" a Milano. Ma mentre i contorni della manovra sono stati indicati, resta da capire se le rendite degli immobili verranno riviste e in quale misura. E quali saranno le aliquote applicabili alla prima casa. Si tratta di informazioni da definire in tempi brevi - suggeriscono i Comuni - prima dell'impostazione (o comunque dell'approvazione) del bilancio di previsione 2012. Per le amministrazioni, fra l'altro, non sarà difficile recuperare i dati necessari alle proiezioni delle entrate tributarie. Nel caso di Lucca a dicembre 2010 risultavano accatastate come civili abitazioni 45.798, con una rendita complessiva di 24.864.838 euro. La maggior parte di queste abitazioni risultano prime case. Le abitazioni principali risulterebbero, infatti, circa 30mila anche se i contribuenti che, nel 2008, pagavano l'Ici sulla prima casa erano 33.736. La discrepanza è presto spiegata: ci sono prime case che appartengono a più di un proprietario. L'esempio classico è quello di marito e moglie proprietari dell'unica casa di famiglia.  Traducendo questi numeri in entrate, si vede che nel 2008 il Comune incassava di Ici da prime case circa 4,6 milioni, contando su un'aliquota del 4,5 per mille che l'amministrazione non vorrebbe ritoccare.

Recuperando questa cifra, il gettito Ici salirebbe di nuovo sopra i 15 milioni, considerato che l'entrata attuale (comprensiva delle seconde case) si aggira intornao ai 10,6 milioni.  Per un comune come Capannori, invece, la cancellazione dell'Ici sulla prima casa nel 2008 ha determinato un mancato introito di poco meno di 2,3 milioni (2.294.087,54 euro, secondo il dato fornito dal Comune), nonostante i 9.320 contribuenti esenti per reddito o dimensioni dell'abitazione. Importante, il ripristino dell'Ici sarebbe anche sul bilancio del Comune di Barga dove le abitazioni principali sono 2.759 euro. Altri comuni ancora non sono in grado di valutare l'impatto di questa manovra perché avrebbero più difficoltà a recuperare i dati. Di sicuro, però i prossimi bilanci comunali non potranno prescindere dal considerare questa imposta anche sulla prima casa «per quanto - osserva il sindaco Mauro Favilla - a Lucca manterremmo la vecchia aliquota al 4,5 per mille e confermeremmo tutte le esenzioni in vigore fino al 2008. Tuttavia, è indubbio che restituendo ai Comuni l'Ici sulla prima csa la situazione dei bilanci migliorerebbe. Quando l'imposta è stata abolita, infatti, abbiamo avuto trasferimenti statali a compensazione che coprivano circa l'80% del gettito mancante. Se ci restituiscono l'Ici e non ci tolgono i trasferimenti a compensazione, noi non avremo bisogno di aumentare nulla». A preoccupare Favilla, però, in questo momento non è tanto il ripristino dell'Ici sulla prima casa, quanto l'eventuale rivalutazione delle rendite catastali degli immobili: «A quello che si sente dire - ammette Favilla - si parla di una rivalutazione dei valori attuali che si aggirerebbe intorno al 20% e che determinerebbe un aumento del gettito, anche ad aliquote invariate.

Dobbiamo capire se questo aumento verrà applicato alle rendite di tutti gli immobili o se, invece, sarà scaglionato. E poi, dobbiamo capire se questo ulteriore possibile gettito, determinato dall'aggiornamento delle renduite, resterà ai Comuni o verrà drenato dallo Stato. Quando avremo queste risposte, potremo anche definire meglio la politica tributaria locale». A partire da dopo le elezioni.

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