Il dolore
Raggirati da pseudo consulente che si fa consegnare 12mila euro due fratelli proprietari di una vasta area dismessa
Maxi truffa con falsa fideiussione
Luca Tronchetti
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Ancora un processo per truffa nelle aule del tribunale A garanzia di 2 milioni consegna un titolo bancario che si rivela carta straccia
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LUCCA. Raggira due fratelli, proprietari di un'area dismessa a S. Pietro a Vico, assicurando che lì sarebbe sorto un impianto che ricicla energia pulita e portando a garanzia una fideiussione di 2 milioni. E quando scoprono che quella fideiussione sulla Bnl di Roma è falsa ormai hanno versato al falso consulente 12mila 600 euro. Il presunto truffatore è nato 69 anni fa e risiede in provincia di Bolzano. È talmente abituato a raggirare il prossimo che anche quando, rintracciato dalla pg dei carabinieri in servizio in procura, gli vengono contestati i reati di truffa aggravata, ricettazione e possesso di documenti falsi, trova il modo di raccontar balle. Agli inquirenti che gli chiedono il domicilio per ricevere gli atti giudiziari lui indica il nome, il cognome e l'indirizzo di un legale di Milano. Ma le notifiche non tornano indietro. Da lì la scoperta: quell'avvocato non esiste. Bugiardo sino in fondo. I FATTI Siamo nel dicembre 2010. Il truffatore altoatesino - che abita in affitto in una villa di Sesto Fiorentino da cui è stato sfrattato per morosità - si finge consulente di un noto costruttore fiorentino che in realtà nemmeno conosce. Ma il cui nome sceglie a caso dall'elenco telefonico. Valigetta in mano si presenta dai proprietari di un'area dismessa della Lucchesia. In tasca ha un documento sottratto al cognato. Dice ai due fratelli che l'impresario vuol comprare la loro proprietà. In ballo c'è in ballo un progetto da 20 milioni. A garanzia consegna una fideiussione della Bnl di Roma dell'importo di due milioni che i fratelli versano in banca. Per la sua attivitù d'intermediazione chiede un compenso: 12mila 600 euro. Bazzecole di fronte all'affare. I due fratelli pagano. LA SCOPERTA Passa un mese e inaspettata arriva una telefonata dall'istituto di credito cittadino dove i fratelli hanno depositato la fideiussione. «È carta straccia» dicono dalla banca. Parte così la denuncia alla procura. Il sostituto Piero Capizzoto incarica la pg dei carabinieri. Viene contattato il costruttore fiorentino che cade dalle nuvole. Non conosce il consulente-truffatore, non sa nulla dell'area e del progetto. Attraverso riconoscimenti fotografici si arriva al truffatore. Viene individuato e la sua abitazione perquisita. Gli trovano fotocopie di assegni circolari per 100mila euro e timbri vari. Nei suoi confronti il magistrato chiede il rinvio a giudizio.
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