Il Tirreno

Lucca

Comitati contro il Frizzone nord

Arianna Bottari
L’area industriale ex Forte (Vip)
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L’area industriale ex Forte (Vip)

«Per l'impianto è meglio utilizzare l'area dell'ex azienda Forte»

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 CAPANNORI. «Frizzone nord? No grazie». Il comitato "Salviamo il centro" non ha dubbi: spostare il progetto di qualche centinaio di metri non risolve i problemi sollevati dalla localizzazione a "la Lista/Ganau". Per il comitato Zone-Salanetti invece l'area migliore è quella ex Forte.  «Allontanare l'impianto dalle nostre case e piazzarlo accanto alle case di altri cittadini, in una zona verde, non ci sembra la soluzione migliore - dice uno dei rappresentanti del comitato, Rosanna Fontana -. Ribadiamo che la scelta più giusta sarebbe quella di individuare un sito in un'area industriale esistente. Si cerca di imporre una nuova area non condivisa, ma noi non ci stiamo».  Meglio rimanere in un'area industriale anche per il comitato Zone-Salanetti. «Con gli altri comitati, abbiamo partecipato a quel percorso pubblico, promosso dai cittadini, che ha avuto il suo culmine nell'assemblea di Capannori (nel 2010, ndr), durante la quale venne presentato il progetto della ex "A. Forte" (azienda dismessa della quale il progetto suggeriva di riutilizzare le strutture, ndr). Sappiamo che ci sono dei vincoli, ma non è mai stato chiarito se possano o no essere superati, almeno in parte. Quella localizzazione ci sembra ancora la migliore. L'ultimo sito proposto, il "Frizzone nord", ci sembra troppo vicino ai centri abitati», dice Giancarlo Mungai.  Infine, il coordinamento dei comitati della Piana, che raccoglie Paganico, Tassignano, S. Ginese e Colognora. Il coordinamento è contrario, al Frizzone nord. E ora avverte anche il sindaco di Porcari Alberto Baccini: «Uno scivolone grave quello di Baccini quando ha dichiarato alla Provincia la sua disponibilità a realizzare l'impianto di compostaggio sui terreni del depuratore di Casa del Lupo, e ben ha fatto l'amministratore delegato di Aquapur Lara Pacni a ricordargli che non ha titolo per decidere unilateralmente sull'area dell'azienda. Porcari detiene poco più del 10 per cento della società e questa, attraverso i suoi organi deliberanti, non ha mai espresso alcuna decisione in merito. Ci ha stupiti che anche il presidente di Aquapur si sia detto favorevole, visto che da lui stiamo ancora aspettando quel risanamento ambientale che con tanta enfasi aveva annunciato poco dopo la sua nomina», dice Liano Picchi.

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