Finanza
Bonifica rapida, la gente reclama
Luca Meconi
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La Ste.Mar prese fuoco la notte fra il 22 e il 23 ottobre scorso Ancora cattivi odori dopo il rogo della Ste.Mar
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PESCAGLIA. «L'incendio deve essere completamente spento e l'area bonificata al più presto». A un mese dall'incendio della ditta Ste.Mar di Gello, avvenuto il 23 ottobre scorso, i cittadini si sono riuniti nel teatrino di Trebbio: un'assemblea pubblica organizzata dal comitato spontaneo di cittadini nato dopo l'incendio della ditta che opera nel recupero di pneumatici usati. All'incontro, moderato dalla dottoressa Antonia D'Aniello della Sovrantendenza nonché abitante della zona, erano presenti i rappresentanti di Asl, Arpat, Comuni di Pescaglia e Borgo a Mozzano e dell'azienda. Durante la serata, dai toni molto accesi, si è cercato di capire se il sito dove sorge la Ste.Mar è idoneo per questo tipo di attività, se erano state applicate le corrette normative di prenvenzione incendi, come sono stati organizzati monitoraggio e controllo dopo l'incendio e quando avverrà lo smaltimento del materiale che continua a bruciare, provocando maleodoranze. Il tecnico dell'azienda, dottor Ciardi, ha affermato che la ditta possiede tutte le autorizzazioni per l'attività svolta, ma è stato contestato dal pubblico secondo il quale le gomme non dovevano essere accatastate come il giorno dell'incendio, che non era possibile svolgere un'attività di quel genere vicino al torrente, che il tetto non doveva essere di eternit. Qualcuno ha anche sostenuto di aver visto il venerdì sera prima dell'incendio, portare via un grosso macchinario. Rivelazioni smentite da Ciardi, ma non è bastato a placare gli animi. Quando poi preso la parola l'avvocato dell'azienda, cercando di spiegare la posizione della famiglia proprietaria dello stabilimento, è stata fischiata e contestata e le è stato impedito di parlare. Secondo i cittadini la colpa di quanto accaduto è principalmente dell'azienda ma anche di chi doveva vigilare e adesso gli abitanti temono conseguenze negative per la salute. Per questo hanno chiesto di fare a proprie spese un monitoraggio dell'aria, non fidandosi delle analisi e dei risultati dell'Arpat, alcuni dei quali non ancora disponibili. Tra le ipotesi al vaglio del comitato c'è di denunciare l'azienda per danno ambientale. Anche il Comune è stato pesantemente contestato per non aver informato la popolazione di cosa stava accadendo e per non aver chiuso le scuole nei giorni successivi. «Il mio gatto - racconta una ragazza di Fiano - è bianco ma è diventato nero dal fumo. Noi non sapevamo cosa fare, non sapevamo se potevamo uscire di casa o se dovevamo stare con le finestre chiuse. A Fiano c'erano le comunioni ed eravamo tutti in piazza davanti alla chiesa. Il Comune di Camaiore con le proprie macchine è passato nei paesi ma da quello di Pescaglia non abbiamo visto arrivare nessuno». Il vicesindaco di Pescaglia Sandra Paoli si è difesa affermando di essere stata presente fin dalle 3 di notte sull'incendio. Tutti, anche Arpat, Asl e Comune hanno invitato l'azienda ad accelerare la messa in sicurezza dell'area anche se i tempi, come ha detto Ciardi, non saranno brevi: solo il 19 dicembre ci sarà un primo incontro in tribunale (sull'incendio c'è un'indagine, ndr) e anche le ditte che la Ste.Mar ha contattato per la rimozione del materiale non hanno completato nemmeno l'analisi del materiale bruciato.
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