Il dolore
Sos carcere, ci sono solo 70 agenti
Il sindacato Sappe: «In queste condizioni non possiamo più lavorare»
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LUCCA. Sos carcere. Il Sappe (sindacato autonomo polizia penitenziaria) è sul piede di guerra perchè il numero di agenti è ridotto all'osso: 70 unità. E in un decennio 30 guardie sono andate in pensione e non sono state sostituite. «I numeri rendono ben chiaro il quadro della situazione. - si legge nella nota sindacale - Le condizioni lavorative non sono più sopportabili per gli immani carichi di lavoro pro capite e per la struttura fatiscente dell'edificio. In estate in carcere ci sono piccioni, zecche, pipistrelli, vespe, lucertole, e i ratti che nei piazzali interni dell'istituto creano problemi dal punto di vista sanitario. La caserma del personale presenta delle stanze da anni puntellate con pali di legno poiché pericolanti. Al Nucleo Traduzione e piantonamento sono costretti a viaggiare con mezzi obsoleti e che hanno percorso più di 200mila chilometri. Inoltre al personale obbligato a eseguire prestazioni di lavoro straordinario anche fino a 50 ore al mese, per la cronica carenza di personale di polizia, il compenso accessorio viene liquidato a distanza di molti mesi. Ad oggi i detenuti sono quasi 200, più del doppio della capienza regolamentare. Alcune sezioni versano in condizioni fatiscenti e le docce, che dovrebbero essere il posto dove i detenuti curano l'igiene personale, sono ai limiti della decenza. La presenza di muffa sui muri è ben visibile. La palestra dei soggetti ristretti, costata 250 milioni del vecchio conio, rimane chiusa da più di 20 anni per mancanza di personale. Questi sono solo alcune delle disfunzioni».
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