Il Tirreno

Lucca

Quella bella natura come in altri tempi

Paola Taddeucci
Un gregge di pecore al pascolo sui terreni dell’azienda Cerasa
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Un gregge di pecore al pascolo sui terreni dell’azienda Cerasa

"Lucca Segreta" propone un viaggio nell'azienda agricola Cerasa a 1000 metri di quota

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 LUCCA. Poco sopra c'è il crinale dell'Appennino. Tutt'intorno faggi e castagni a perdita d'occhio, con i loro abitanti: cervi, cinghiali, daini e lupi. L'azienda agricola Cerasa (o Ceragia, come dice la gente del posto) è là, in mezzo ai boschi e alle selve, a mille metri di quota, senza telefono fisso né riscaldamento. Sillico, con le prime case, è 8 chilometri più giù, al termine di una strada che fino a pochi mesi fa era in gran parte sterrata.  Per arrivare a Pieve Fosciana ce ne vogliono altrettanti. Ma l'esperienza a Cerasa è unica e speciale, perché mette a contatto con una natura primordiale, difficile da trovare in altri luoghi. E ve la racconteremo nella scheda di "Lucca Segreta" che troverete domani in edicola con Il Tirreno. L'azienda - in totale 35 ettari - è di proprietà del demanio regionale e in affidamento alla Comunità Montana della Garfagnana che otto anni fa l'ha data in gestione a Ombretta Cavani. Su Cerasa c'era una sfida da affrontare: riuscire a ripopolarla delle pecore bianca di razza garfagnina, in via di estinzione e protetta. E Ombretta, all'epoca trentenne e con un lavoro da impiegata, non esitò a lasciare il suo impiego per andare lassù, in quel posto sperduto.  Con l'aiuto e i consigli dei genitori Gemma e Mario, agricoltori e allevatori da sempre, che andarono con lei a Cerasa, quella sfida l'ha vinta. Non è stato facile. La vita lassù è dura: non ci sono comfort, le uniche voci sono quelle del bosco e della natura, con le insidie dei lupi pronti a portare via le pecore appena possono. Ma oggi la loro azienda agricola è il principale produttore e riproduttore di carni, formaggi e lana di questa preziosa specie di pecora. Gli ovini vivono allo stato semibrado, pascolando nelle grandi praterie che circondano la casa colonica, dove vive la famiglia Cavani. E Ombretta, con il tempo, ha imparato a capire quando è tempo dei lupi ("nelle giornate nebbiose" dice) e non ha più paura. D'estate, nelle ore più calde, le sue pecore amano riposare al fresco dei castagni. E a Cerasa, di castagni, ce ne ne sono addirittura 120 e tutti secolari. L'altra caratteristica dell'azienda agricola, infatti, è che fa parte del progetto "Adotta un castagno", anch'esso promosso dalla Comunità Montana. Fino a oggi sono oltre 60 le piante adottate da cittadini di tutta Italia: a ogni albero è stato dato un nome. Il preferito dalle pecore, per esempio, si chiama Pompeo, ma ci sono anche Arnaldo, Marco Nicola e Beniamino, quest'ultimo reso celebre da Maurizio Maggiani nel romanzo "Meccanica celeste", ambientato in Garfagnana e ispirato proprio a Cerasa.  Oltre alle carni e ai formaggi delle pecore, la famiglia Cavani alleva polli, conigli, faraone, caprette, coltiva verdura e frutta, insacca salumi, fa il pane di patate e la pasta. Tutti questi prodotti sono alla base del servizio di ristorazione che da qualche anno Ombretta e i suoi genitori offrono a chi va in visita all'azienda e agli escursionisti che passano da Cerasa lungo i sentieri del bosco. Un servizio semplice, si mangia nella sala, accanto alla grande cucina con l'enorme camino, unica fonte di riscaldamento della casa. D'estate, invece, un tavolone all'esterno per guardare i monti e la vallata e ascoltare il silenzio. Non conta il servizio, conta ciò che si mangia. E cio che si vive.

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