La manifestazione
Ricorso contro lannullamento del giudice di pace
Grave per un incidente ma il Comune vuole i soldi
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Il tribunale di via Carrara sede del giudice di pace (Vip) 3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. La burocrazia non guarda in faccia a nessuno, Neppure a una famiglia che per un incidente stradale si è ritrovata un figlio bello e sportivo, ridotto a essere non più autosufficiente. Un dramma per la famiglia Giannecchini che vive a Monte S. Quirico. Per padre e madre ora anche la beffa: il Comune ha fatto ricorso contro la multa che al momento del sinistro era stata inflitta dalla polizia municipale perché Andrea, allora sedicenne (era il settembre del 2008), in bici aveva invaso l'opposta corsia e si era schiantato contro una macchina. Il giudice di pace aveva annullato la contravvenzione, dimostrando di avere buon senso e umanità. Ma il municipio non guarda alle ragioni del cuore: vuole quei soldi, che dai 250 euro d'origine sono diventati 800. «Mio marito si è dimenticato di pagare la multa, quindi colpa sua - racconta la mamma di Andrea, la signora Patrizia -. Glielo ricorda, tre anni dopo, un avviso di Equitalia, con la multa triplicata. Non è stata proprio una bella sorpresa, considerato le difficoltà e le spese che avevamo dovuto sostenere (senza nemmeno poter contare sul supporto di un eventuale risarcimento) e allora abbiamo pensato: forse si può chiedere, data la nostra situazione, se si può pagare solo l'importo originario. Così ci siamo rivolti a un gentilissimo avvocato (Sveva Guidi, ndr) che ha preso a cuore la nostra richiesta. Un giudice di pace la multa l'ha annullata». Ma la storia non finisce. Il Comune ha fatto ricorso in appello. «Allora mi domando: è possibile una giustizia giusta o ce n'è una sola legale? Non è possibile - esclama Patrizia Pollastrini - che la legge sia anche umana? So che la multa è giusta, ma a che scopo? Mio figlio è rimasto completamente non autosufficiente, con gravi compromissioni non solo fisiche ma anche cognitive: non andrà mai più in bicicletta e non sarà più un pericolo per nessuno. Ha fatto un errore ed ha pagato. Magari anche troppo. E mio marito perché deve pagare? Perché non era con lui al momento dell'incidente? E anche accettando che in questi casi la polizia municipale la multa la deve fare per forza, perché accanirsi così? Perché non accettare la sentenza del giudice di pace? Perché è giusto? Bene. E allora voglio che sia chiara una cosa. Io non voglio che mio marito non paghi. Voglio che lo faccia. E non perché possiamo permettercelo, ma perché sono stufa e il mio problema non sono i soldi. Voglio sapere quanto costa questo ricorso: non solo alla mia famiglia, ma anche al Comune. E faccio una richiesta: che il Comune utilizzi un po' di soldi, per esempio, per fare un ingresso per portatori di handicap alla piscina del Palazzetto. Ora c'è, ma il disabile arriva fino a dove si fanno i biglietti. E mancano la doccia, il bagno, la sedia per poter permettere a una persona come mio figlio di entrare in acqua, la sedia per fare la doccia. Oppure potrei trovare qualche vigile che fa una multa tutte le volte (tante) che qualche brava persona parcheggia senza diritto al posto dei disabili?». D.C.
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