Sicurezza
Riti satanici nelle campagne della Piana
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L immagine di una messa nera (Foto di archivio) Scoperti da investigatori privati durante il pedinamento di un adolescente vittima della setta
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ALTOPASCIO. Lugubri rituali, riti satanici, uso di sostanze stupefacenti per entrare in contatto con l'aldilà. Accade nella Piana, in una zona isolata tra Porcari e Altopascio, nelle vicinanze di un vecchio edificio diroccato, forse il rudere di una piccola cappellina privata. Il sospetto che messe nere ed esoterismo non siano frutto di fantasie diventa certezza durante un pedinamento effettuato da un'agenzia privata d'investigazioni per conto di una coppia di genitori. Babbo e mamma sono preoccupati per il repentino mutamento d'umore dell' unico figlio che da adolescente solare e studioso improvvisamente diventa cupo e irascibile. È soggetto a frequenti amnesie e si chiude in camera evitando il contatto con gli amici. Dall'indagine privata emerge una verità sconcertante: il ragazzo è in contatto con un gruppo ossessionato da riti tipici della magia nera e della stregoneria. Sono giovani - molti tra i 25 e i 35 anni - che fanno uso di sostanze stupefacenti fornite da spacciatori abituali. L'intervento degli investigatori privati è fondamentale. I genitori, informati della situazione, riescono a scuotere il figlio e a ricondurlo alla realtà. In una sostanza a salvarlo dal satanismo e dalla tossicodipendenza. I FATTI A marzo una telefona arriva all'agenzia Fox di via Fillungo diretta dall'ex vice questore e capo della squadra mobile, Claudio Arpaia. Dall'altro capo del filo una madre disperata chiede un appuntamento urgente. Qualche ora dopo la donna in compagnia del marito, entrambi titolari di un esercizio commerciale, racconta il dramma che sta vivendo. Il figlio, 18 anni appena compiuti, si è trasformato: non ricorda più le cose, è sempre nervoso, passa il tempo chiuso in camera senza scambiare una parola con nessuno. IL PEDINAMENTO Per gli investigatori quel racconto pare uguale a tanti altri. Genitori molto impegnati sul lavoro, figli adolescenti che cercano con comportamenti anomali di richiamare l'attenzione. Ricevuto l'incarico l'ex vice questore e il collega Gianluca Bartalini, che opera principalmente nell'agenzia versiliese, iniziano a pedinare il ragazzo. Vogliono capire perchè ha cambiato il suo stile di vita. Scoprono che frequenta persone più grandi che incontra nelle piazze del centro di Lucca. Al suo fianco una coetanea: pallida ed emaciata. LA SCOPERTA Una sera d'estate gli investigatori pedinano l'adolescente che, con l'amica, in scooter si dirige verso Tassignano. Lì ci sono altri 7 ragazzi. Un numero magico intriso di sacralità: nell'Apocalisse di San Giovanni il 7 evoca la fine del mondo. Tutti assieme giungono in una zona in aperta campagna tra Porcari e Altopascio. Si dispongono in circolo e accendono un fuoco. E lì iniziano lugubri litanie come in una sorta di seduta spiritica con invocazioni demoniache. L'arrivo improvviso di un'auto interrompe il rito. I sette fuggono e lasciano il falò acceso. Gli investigatori restano senza parole. E proseguono gli accertamenti. Scoprono nei giorni successivi che il ragazzo frequenta zone dove agiscono piccoli spacciatori. Ce n'è abbastanza per avvertire i genitori che si stringono attorno al figlio. L'adolescente racconta dei riti satanici e del progressivo allontanarsi dalla realtà. L'incubo è finito. L.T.
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