La manifestazione
Non regge l'alibi del sosia
Luca Tronchetti
◗
Silvano Ranucci, il rapinatore con lhobby della pittura Per la procura il rapinatore spese alle slot i soldi del colpo
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Si gioca alle slot machine parte dei soldi della rapina messa a segno poco prima alla tabaccheria «L'Acquacalda». Stavolta l'alibi del sosia non regge e per la procura Silvano Ranucci, 47 anni, il bandito con l'hobby della pittura, è l'autore del colpo messo a segno il 4 novembre scorso. Per la procura non ci sono dubbi. Tanto che il sostituto Fabio Origlio chiede per il rapinatore, detenuto nel carcere di San Giorgio, il giudizio immediato proprio in virtù dell'evidenza della prova. Subito dopo il suo arresto il malvivente aveva giurato di non entrarci con il colpo alla tabaccheria all'Acquacalda. Lui, aveva detto al suo legale, si trovava al bar-ricevitoria Catelli al tondo di San Vito intento a giocare alle macchinette. L'avvocato aveva acquisito i filmati all'interno e all'esterno del noto locale, il più importante della Provincia. Ma proprio quelle riprese, stando all'accusa, sono state nefaste per il bandito assolto mesi fa per dalla rapina a un istituto di credito di S. Anna. In quella circostanza - come nel caso del colpo alla tabaccheria - sostenne sempre che ad agire era stato un sosia, una persona dagli identici tratti somatici. Stavolta però la «prova filmato» non ha dato gli esiti sperati. Vero che Ranucci si trovava nella ricevitoria di San Vito. Ma in un orario compatibile con la rapina commessa in un lasso di tempo che va dalle 12,35 alle 12,40. Le immagini delle telecamere lo ritraggono alle 12. Poi esce e rientra nel locale alle 12.45 rimettendosi a giocare con le slot. Poichè tra il Catelli e la tabaccheria «L'Arcobaleno» c'è un chilometro e 600 metri e il tratto in auto è raggiungibile in meno di 4 minuti ecco che l'alibi viene meno e l'accusa acquista punti a suo favore. Ranucci - ritenuto responsabile di tre rapine commesse un paio d'anni fa a un distributore di benzina, a un compraoro e a sala giochi, ma assolto da un colpo in banca grazia alla prova del Dna su un capello - il 4 novembre scorso era stato arrestato dalla polizia in seguito a un incidente avvenuto sul cavalcavia del viale Europa che coinvolse quattro auto con altrettante persone, compreso il malvivente, finite in ospedale. Gli agenti che effettuarono i rilievi trovarono nella sua macchina, assieme a una scacciacani, due stecche di sigarette marca «Linda» che erano state rubate poco prima alla tabaccheria.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
