Sicurezza
Il buen retiro dei musicisti
Azelio Biagioni
◗
Frà Benedetto ha fondato il centro di meditazione spirituale Artisti da tutto il mondo nel centro fondato da un frate a Cascio
3 MINUTI DI LETTURA
CASCIO. Fra i suoi amici annovera gli scrittori Maurizio Maggiani e Romano Battaglia, cantanti come Andrea Bocelli. Sono alcune delle persone più legate a frà Benedetto (al secolo Francis Jacques Mathieu), un sacerdote che unisce l'amore per Dio a quello della cultura, partendo dalla musica e arrivando alla letteratura, passando per la pittura e la scultura. Quest'anno compie vent'anni il centro internazionale di cultura e spiritualità da lui fondato fra Sillico e Cascio. Un prete di grande spessore che ricorda Vittorio Sgarbi come una persona squisita quando toglie le sue maschere, conosciuto a una tavola rotonda sul tema del diavolo nell'arte. «Ovviamente - sorride - avevamo idee diverse sull'argomento». Frà Benedetto, come nasce l'idea di fondare il centro? Conoscevo diversi artisti che più volte mi avevano fatto presente la loro volontà di passare giorni di studio e tranquillità. E così misi in piedi questa realtà. All'inizio i musicisti tenevano concerti in canonica solo per me. Fu allora che dissi perché non aprirli al pubblico? Così gli artisti hanno iniziato a suonare nelle chiese, con ingresso gratuito. Cosa spinge gli artisti a provare questa esperienza? Ognuno ha dentro un bisogno spirituale che deve approfondire, al di là del proprio credo. Come funziona nel dettaglio? Quando si tratta di masterclass i musicisti variano da 15 a 30 elementi ospitati a Sillico o a Cascio, in canonica. Hanno un loro insegnante che per otto giorni consecutivi tiene le lezioni. Iniziano alle 9 del mattino fino alle 13 per poi ripartire alle 16 fino alle 20 e al termine della settimana c'è un concerto finale. I ritmi sono serrati ed è richiesta la massima puntualità, non è concesso il classico quarto d'ora accademico italiano. Non si tratta di una vacanza ma di uno studio vero e proprio. E questo nel periodo estivo. Chi partecipa ha già il diploma del conservatorio o fa parte di qualche orchestra e sfrutta le ferie per un approfondimento. Musica ma anche scultura, pittura e letteratura sono argomenti che le stanno a cuore. Sì, anche se ultimamente per il numero crescente di parrocchie che mi sono state affidate non riesco più a organizzare mostre di pittura e scultura, come facevo prima. Capita però che scultori passino qualche giorno di riposo da me. Qualche nome diventato di casa? Alison Pearce è una cara amica e viene sempre. È una grande soprano e insegna alla Royal Academy di Londra. E poi Reinhold Friedrich, prima tromba dell'orchestra filarmonica di Berlino, oppure Duccio Beluffi, primo violino spalla alla Scala di Milano e oggi prima viola all'orchestra filarmonica di Londra, il primo clarinetto dell'orchestra regionale toscana Carlo Failli, e Giorgio Berrugi, eccellente tenore che ora lavora a Dresda. Da qui sono passati componenti della filarmonica di Berlino, dell'orchestra di Amburgo, dell'orchestra filarmonica di Madrid, del San Carlo di Napoli, della Fenice di Venezia e della Scala. I concerti sono seguiti? Molto direi. Poco dai giovani che non amano granché la musica classica. Dicono che non è per loro. E sbagliano, perché non è un settore di élite.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
