Sicurezza
Dopo quattro ore di dibattito a Palazzo Santini
Gettoni di presenza non si trova l'accordo
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Il consiglio comunale 2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Non sono bastate quattro ore di dibattito per stabilire le modalità di corresponsione del gettone di presenza ai consiglieri che partecipano alle commissioni. 59 euro lordi sui quali si è arenata l'assemblea di palazzo Santini che ha scelto di rinviare la pratica sugli sprechi dell'acqua al campo Coni. All'ordine del giorno c'erano le proposta di modifiche al regolamento del consiglio comunale che alla fine sono state approvate articolo per articolo. Tutte tranne una. L'articolo 12 comma 4, quello sulla corresponsione dei gettoni di presenza, è stato infatti rimandato in commissione, poi tornerà in consiglio comunale e a quel punto si potrà votare anche l'intera pratica. La questione era nata per provare a contrastare la pessima abitudine di qualche consigliere di mettere la firma sul foglio di presenza per poi uscire poco dopo, senza intervenire e senza portare apparente un valore aggiunto alla discussione, in modo da poter partecipare a un'altra commissione e accaparrarsi un altro gettone da 59 euro lordi. E per questo già in commissione la proposta di introdurre il capoverso per cui «il gettone è liquidato se il consigliere ha partecipato ad almeno tre quarti della seduta», era già stata bocciata. Per questo un emendamento del centrosinistra, presentato dal capogruppo di Sel Antonio Sichi e dal consigliere del Pd Matteo Garzella, proponeva di ridurre ad almeno metà seduta la presenza minima di un consigliere in commissione per avere diritto al gettone. Un punto sul quale si è trovata la convergenza di gran parte dei gruppi consiliari con l'eccezione del Pdl e di Roberto Lotti di Progetto Lucca che hanno fatto notare che la disposizione potrebbe creare tutta una casistica di eccezioni difficile da gestire. Una discussione che poi si è infiammata sui temi della casta e della politica per poi arrivare all'una di notte e decidere di rimandare tutto in commissione. A.P.
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