La manifestazione
Devono essere sostituiti i mattoncini delle cortine usurati dallacqua e dal gelo
Mura da rifare, da decidere come
Ilaria Bonuccelli
Dopo il crollo l'Opera mette un tetto provvisorio alla Casa del Boia
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LUCCA. Corsa al restauro delle Mura, per sostituire i mattoncini delle cortine, rovinati da acqua e gelo. E mentre si apre il dibattito su quali mattoncini utilizzare per questo intervento - se recuperare quelli esistenti o se realizzarli di nuovo - l'Opera delle Mura delibera di coprire con un tetto provvisorio la casa del Boia, crollata una decina di giorni fa. Nel frattempo parte anche la riflessione sul recupero del baluardo Santa Croce, che ogni inverno si allaga. La maggior parte di questi interventi verranno finanziati con i 7 milioni stanziati dalla Fondazione Crl per il principale monumento della città. LE MURA La priorità, in questo momento - spiega Francesco Colucci, presidente dell'Opera delle Mura - è il restauro «delle cortine, che presentano mattoncini spaccati o anche caduti. Il problema è che l'acqua filtra e, quando è freddo, gela, spaccando la pasta del mattone. Nel lato nord della cerchia, quello dove si svolge anche VerdeMura, la situazione è davvero difficile. Fuori da porta S. Maria, infatti, si sono creati ampi buchi a causa di questo fenomeno progressivo di consumazione dei mattoncini. E il pericolo, a un certo punto, è che se il rinforzo dei mattoni si assottiglia, potrebbe venire giù tutto». L'Opera delle Mura avrebbe anche individuato come intervenire: con un restauro definito "cuci e scuci" che prevede di sostituire i mattoncini rotti con altri sani. E, proprio su questo intervento, si apre il dibattito "culturale". Le ipotesi di restauro prese in considerazione finora - dice Colucci - sono tre: la possibilità di sostituire il materiale deteriorato con la scorta (non eterna) di mattoncini recuperata in occasione di altri lavori sulle Mura o anche dalle casermette demolite; la possibilità di sostituire i mattoni rotti con altri nuovi, marchiati "Lucca 2013-500 anni"; la possibilità di cuocere in zona i nuovi mattoni creando una fornace che utilizzi la stessa creta di 5 secoli fa. La soluzione che più piace all'Opera delle Mura sarebbe quella di utilizzare mattoni creati da fornaci italiane specializzate in questa produzione: «Questo restauro sarebbe invisibile da lontano, ma visibile da vicino. Il marchio con la data farebbe capire che non si tratta di un falso storico - sottolinea Colucci - ma di un intervento realizzato in occasione dei 500 anni dalla realizzazione del monumento». Infine, c'è l'ipotesi - che piacerebbe anche al presidente di Crl, Alberto Varetti - di creare una fornace che si rifornisca di creta nelle stesse cave di 5 secoli fa, individuate con uno studio specifico. CASA DEL BOIA La delibera verrà presa oggi, ma la decisione è di fatto già stata concordata con il Comune: l'Opera delle Mura piazzerà un tetto provvisorio sulla Casa del Boia per evitare che la pioggia finisca di distruggere il fabbricato crollato una decina di giorni fa. Al tempo stesso, verranno effettuati saggi sul muro sopravvissuto per capire se potrebbe crollare. L'intervento, per quanto concordato con le Belle arti, secondo Colucci dovrebbe essere effettuato direttamente dal Comune o da uno sponsor al quale affidare la gestione del fabbricato, soprattutto se venisse trasformato in un ristorante, non con sbocco sulle Mura, ma sotto. BALUARDI E SOTTERRANEI Gli altri interventi urgenti - denuncia Colucci - sono tre. Il recupero del sotterraneo S. Croce, che da anni si allaga, perché «le canalette drenanti furono rotte a fine anni '60 quando lo spazio veniva usato come ricovero per i camion della spazzatura». Altrettanto urgente, però - ammette Colucci - è il restauro della casermetta dei Balestrieri «il cui tetto sta scivolando e potrebbe crollare» e il baluardo San Paolino «che potrebbe essere a rischio di crollo, considerata la crepa vistosa sul lato affacciato sul parcheggio Carducci. Per quanto pure l'interno sia messo male».
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