Proteste
Nuovi locali, Comune pronto a trattare
Ma le categorie vogliono sale di almeno 110 metri quadri
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LUCCA. Il margine di trattativa esiste. Ma non è molto ampio. Il Comune vuole ridurre la superficie minima necessaria per aprire bar e ristoranti in ottemperanza a un indirizzo del consiglio comunale. L'ultima parola, sulle superfici, spetterà al consiglio comunale, chiamato a modificare il regolamento di somministrazione di alimenti e bevande. «Questi significa - osserva l'assessore al commercio, Moreno Bruni - che sia in commissione che in aula, i consiglieri comunali possono proporre modifiche alla delibera proposta dagli uffici del Comune». La proposta comunale prevede che per aprire un bar basti una superficie di "somministrazione" (dove si consuma) di 30 metri quadri, invece degli attuali 55; per aprire un ristorante, invece, nel centro storico ne basterebbero 80 invece degli attuali 165 e fuori dal centro storico 70. Alle associazioni di categoria queste dimensioni non convincono. Nel centro storico - come conferma il presidente dei ristoratori di Ascom, Benedetto Stefani - vorrebbero che la superficie minima delle sale da pranzo fosse di almeno 100-110 metri quadri. «Questa scelta - ribadisce Bruni - non compete alla giunta, ma al consiglio comunale al quale spetta la modifica dei regolamenti. Di sicuro il testo proposto dagli uffici non è blindato, ma la riduzione deve comunque essere significativa, anche per essere in linea con le normative nazionali ed europee». In sostanza, il Comune vorrebbe dimezzare le superfici minime necessarie ad aprire pubblici esercizi, mentre le categorie vorrebbero un ritocco del 20-30%. «Sui 100-110 metri quadri - ammette Stefani - la categoria è pronta a chiudere l'accordo con il Comune, mentre per i bar non vogliamo scendere sotto i 55 metri. Ma per noi non è prioritaria la modifica di questo regolamento. Prima vorremmo nuove norme per suolo pubblico e decoro urbano».
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