Italia
I commercianti polemizzano: «Basta chiamarli di fine stagione, se cominciano quando ancora è pieno inverno»
Saldi e promozioni, «rivediamo le date»
B.A.
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La vetrina di un negozio del centro con esposti articoli scontati Confcommercio chiede di portare da trenta a 45 giorni la distanza fra le due iniziative
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LUCCA. Più controlli del Comune sulle vendite straordinarie e promozionali, specialmente in un periodo, come quello attuale, a ridosso delle feste. È la richiesta all'amministrazione comunale che arriva dai commercianti del settore abbigliamento e calzature del centro storico riuniti sotto la sigla di Confcommercio e rappresentati da Vittorio Melecchi (calzature) e Iliana Nutini (calzature). È una delle iniziative proposte dai commercianti per arginare le conseguenze prodotte dalle vendite straordinarie che stanno spopolando in centro in questi giorni. Confcommercio è esplicita: chiede che sia dilatata a 45 giorni la distanza temporale (attualmente di 30 giorni) che separa la fine delle vendite promozionali dai saldi. L'altra questione riguarda i saldi: la proposta lanciata dai due sindacalisti nel corso di un'assemblea a cui hanno partecipato gli operatori dei due settori commerciali è stata subito avallata. Come spiega lo stesso Melecchi, «riguardo le vendite straordinarie, chiediamo che il Comune eserciti più controlli sui negozi che le praticano. In particolare, per chi le motiva con il rinnovo dei locali, chiediamo che il Comune verifichi se dopo la fine della vendita i lavori si facciano davvero». Non solo. Melecchi fa leva anche sulla questione delle date: «Il Comune deve far rispettare le date precise previste dalla legge per le vendite promozionali». «Proprio in questi giorni - fanno sapere da Confcommercio - alcuni negozianti espongono in bella vista nelle loro vetrine cartelli che parlano di vendite promozionali fino al 10 dicembre, mentre la legge regionale in materia parla chiaramente di vendite promozionali possibili fino a 30 giorni prima dell'inizio dei saldi, che inizieranno il 5 gennaio. Il conto è così semplice: le vendite promozionali dovrebbero terminare il 3 dicembre, non il 10». Altra questione su cui si è dibattuto a lungo, nella riunione con i commercianti del settore abbigliamento e calzature, è infatti proprio quella della data di partenza dei saldi. La proposta è quella di spostare in avanti la data del 5 gennaio (decisa dalla Regione per tutto il territorio toscano) di almeno quindici-venti giorni. Secondo i commercianti, il 5 gennaio è una data troppo a ridosso delle feste. Come minimo, continua Confcommercio, «chiediamo che almeno dalla definizione dei saldi scompaia la dicitura "di fine stagione", la riteniamo fuorviante e abbastanza comica, dal momento che oggi si parla di avvio dei saldi invernali a partire dal 5 gennaio, quando in realtà l'inverno è appena cominciato. E lo stesso vale per l'estate, con i saldi che scatteranno i primi di luglio, in piena alta stagione». Le proposte verranno adesso comunicate a Confcommercio Toscana, dopodiché si darà il via all'iter di legge affinché siano passate al vaglio ed eventualmente riconsiderate dalla Regione.
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