Italia
Pensionate aggredite e raggirate
Luca Tronchetti
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I carabinieri lungo la via Pesciatina impegnati nelle ricerche dellaggressore Con la scusa del censimento giovane truffatore le deruba dei risparmi
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LUCCA. Si finge funzionario pubblico incaricato di ritirare i questionari per il censimento, con quella scusa si fa aprire la porta di casa per poi aggredire due anziane sorelle impossessandosi di parte dei loro risparmi: alcune migliaia di euro. Accade ieri mattina in una villetta accanto al distributore Q8 sulla via Pesciatina a Lappato nelle vicinanze dell'ex bar Sport. Vittime del furto-truffa che potrebbe trasformarsi in rapina Renata e Gemma Marchesini, rispettivamente di 86 e 77 anni, pensionate, ancora sotto choc per l'accaduto. Non potevano certo immaginarsi che quel «giovanotto» con l'aria del «bravo ragazzo» fosse in realtà un malvivente incallito, pronto anche a usare violenza contro anziani indifesi. L'ARRIVO Sono le 10 e alla porta di casa delle sorelle Marchesini si presenta un uomo sui trent'anni. Parcheggia un'auto scura, probabilmente una berlina, a pochi metri dall'uscio con il frontale rivolto verso la via Pesciatina. Indossa un paio di jeans e un giaccone scuro e a tracolla porta un borsello in pelle. «Sono un pubblico ufficiale incaricato di ritirare i questionari del censimento» le prime parole che pronuncia non appena Gemma Marchesini va ad aprire. Le due anziane lo fanno accomodare nella sala d'ingresso e lui chiede subito di controllare l'elaborato. «Noi volevamo spedirlo per posta, ma lui ha iniziato a rintontirci con una serie di discorsi. - raccontano Gemma e Renata Marchesini - Diceva di essere incaricato del ritiro dei questionari e parlando usando termini prescelti che non riuscivamo neanche a comprendere. Guardando il questionario ci ha detto subito che era tutto sbagliato: c'erano tanti errori e rischiavamo di pagare una multa salatissima. Confesso che ci siamo spaventate». Per rendersi credibile agli occhi delle due anziane chiede il numero di telefono della persona che ha compilato il questionario del censimento. «È un nostro parente molto gentile e premuroso. - dice la più giovane delle due sorelle nubili - Il giovanotto ha preso il suo cellulare e ha composto il numero di telefono». In realtà, ma le due sorelle lo scoprono dopo, finge solamente di comporre il numero e di parlare con il parente delle due donne. LA SPINTA Il falso funzionario resta nell'abitazione un quarto d'ora. Parla e telefona. Finge si chiamare un cugino delle due anziane, il ministero, il comune. Alla fine emette un verdetto senza appello: c'è da pagare una multa. «A un certo punto siamo andate a prendere dei risparmi che avevamo in casa» dice Gemma Marchesini. Quel giovane alla vista dei soldi parla dei tempi bui che attendono l'Italia e propone alle due pensionate di vincolare quei soldi alle Poste. Sono le sue ultime parole. «Non ho fatto nemmeno in tempo a rispondergli - racconta Gemma Marchesini - che quello mi ha strappato di mano le banconote. È stato un attimo: ho cercato di reagire, ma mi ha dato una spinta e mi ha strattonato per il grembiule». LA FUGA Renata e Gemma Marchesini si mettono a urlare, ma il malfattore si precipita fuori dalla porta, salta in macchina, mette in moto e si allontana imboccando la Pesciatina in direzione Lucca. Alle due pensionate non resta che telefonare ai parenti che abitano lì vicino. I carabinieri del radiomobile arrivano nel giro di un quarto d'ora. Del ladro però nessuna traccia.
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