Il Tirreno

Lucca

Capannori punta sul "Frizzone 2"

I banchi dei politici semi-deserti e la gente in consiglio
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I banchi dei politici semi-deserti e la gente in consiglio

Impianto da 50mila tonnellate tra i canali Frizzone e Fossa Nuova

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 CAPANNORI. Impianto di compostaggio a Salanetti, a "la Lista", al Frizzone 2. O compostaggio a Porcari o Altopascio. Cosa ne sarà dell'impianto dopo l'infuocato consiglio comunale straordinario finito prima ancora di cominciare? Da 12 anni si parla di questo progetto, un finanziamento (12 miliardi di lire) è stato perso. Ora si rischia il commissariamento, come hanno sottolineato politici e amministratori e come ha paventato la Provincia, a meno che non si trovi subito una soluzione.  Ma quali sono gli scenari veramente possibili? Molto dipenderà proprio da Capannori, dove voci sempre più insistenti indicano una data: il 24 novembre, quando nel primo pomeriggio il sindaco Giorgio Del Ghingaro potrebbe convocare i rappresentanti di maggioranza e opposizione per presentare, insieme ad un tecnico del Comune (probabilmente il dirigente del settore urbanistica Modena), il progetto "Frizzone 2", l'ultima carta giocata dal primo cittadino in ordine di tempo, nel tentativo di trovare una localizzazione condivisa ad un impianto che lo stesso Del Ghingaro ha più volte dichiarato che Capannori non vuole farsi scappare. Il progetto dovrebbe prevedere la realizzazione di un impianto da 50mila tonnellate in un'area (ancora non ben identificata) compresa tra la ferrovia, i canali Frizzone e Fossa Nuova e via Domenico Chelini (o variante Romana). Una lunga striscia di terra dove al momento si trovano campi e boschetti, assai vicina alla località a "la Lista/Ganau" (il sito indicato con una delibera di giunta nel 2009 che ha provocato la spaccatura all'interno della maggioranza).  L'ipotesi Salanetti (l'unico sito "ufficiale", al momento, in quando ancora indicato nel Piano provinciale dei rifiuti) è una soluzione che appare impercorribile. La localizzazione a "la Lista/Ganau", in una punta di terra al confine con il Comune di Porcari e a ridosso del capoluogo, ha trovato la resistenza dei cittadini e delle forze politiche di opposizione, ai quali si sono aggiunti cinque esponenti della maggioranza (Silvana Pisani, Alberto Paradisi, Marco Biancalana, Mario Matteucci del Pd e Alessio Cecchini, ora nel gruppo misto).  Impercorribile anche l'ipotesi "ex A. Forte", un edificio industriale dismesso, in località "Casa del Lupo" (ma su territorio capannorese) attorno al quale insistono vincoli archeologici (gli stessi che impedirono 20 anni fa la costruzione dell'inceneritore).  Rimane dunque in ballo il "Frizzone 2", ma il sindaco Del Ghingaro avrà il tempo di sottoporla agli schieramenti politici e trovare un accordo? Sui tempi non v'è certezza. C'è una mozione approvata dal consiglio provinciale il 13 ottobre che "invita il Comune di Capannori ad esprimersi con un atto che certifichi definitivamente la localizzazione del sito sul quale realizzare l'impianto di compostaggio. L'adozione di tale atto, in tempi brevi (1 mese) consentirà di attivare le procedure provinciali ed interprovinciali con la ragionevole certezza di ottenere il risultato della realizzazione dell'impianto".  La mozione, inoltre, "invita i Comuni della Piana ad adottare analoghi atti di indirizzo, qualora emergessero opportunità di localizzazione del sito nei rispettivi territori".  Il Comune di Capannori ha dunque i giorni contati. Ma, soprattutto, qualcuno potrebbe essere più lesto dell'amministrazione Del Ghingaro. Quell'invito della Provincia agli altri Comuni della Piana "ad adottare analoghi atti di indirizzo" ha infatti dato la possibilità a Porcari di proporsi. Il sito c'è e il sindaco Baccini è pronto portare la pratica in consiglio comunale, certo di non dover affrontare quei problemi e quelle divisioni che invece stanno facendo dannare l'anima al collega Del Ghingaro, al quale non basta presentare il "Frizzone 2", ma che dovrebbe al più presto superare il vaglio dell'assemblea comunale per andare a modificare il regolamento urbanistico ed il piano strutturale, non certo di avere i numeri e legato a doppio filo ai voti del Pdl, che ancora non si è pronunciato su quella localizzazione, ma che ha dichiarato di non essere né favorevole, né contrario, ma in attesa di conoscere gli aspetti tecnici del progetto. Un bel rebus, insomma, per un impianto che in pochi anni è stato spostato e rispostato (quattro volte da quando Giorgio Del Ghingaro disse, durante la campagna elettorale del 2004, che non sarebbe stato costruito a Salanetti) e che ora qualcuno deve realizzare. C'è tempo fino alla metà di dicembre, quando l'assessore provinciale Maura Cavallaro dovrà presentarsi all'Ato Costa con un piano definito e definitivo con il quale chiedere i finanziamenti. La Provincia non può permettersi di arrivare impreparata all'appuntamento. Le sue politiche sui rifiuti ne uscirebbero troppo indebolite.

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