La manifestazione
Mai più Comics in piazza S. Michele
Ilaria Bonuccelli
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A sinistra Francesco Cecati e sopra piazza S. Michele con e senza gli stand dei Comics La Sovrintendenza conferma il divieto di occupazione con strutture invasive
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LUCCA. Niente più Comics in piazza S. Michele. E niente più tensostrutture, soprattutto se invasive come quelle utilizzate dal festival dei fumetti. La Sovrintendenza annuncia che, una volta restaurata la pavimentazione, l'utilizzo della piazza per eventi dovrà essere ridotta al minimo. E che, di sicuro, non sarà più disponibile per iniziative che oscurino la chiesa o la visione complessiva della piazza medievale «una delle più belle d'Europa». Già a fine settembre, l'ingegner Francesco Cecati della Sovrintendenza, aveva ribadito il divieto assoluto di occupare l'antico foro con iniziative invasive. E solo dopo un confronto serrato, le Belle arti avevano acconsentito a lasciar montare i padiglioni dei Comics in piazza San Michele a due condizioni: che le tensostrutture venissero ridimensionate e che venissero trasferite tutte le altre manifestazioni già programmate per consentire la riqualificazione della piazza. In effetti, il mercato di Natale è stato spostato in piazza Napoleone, dove si terrà anche quello di Pasqua. E pure i Comics 2012 dovranno trovare una collocazione alternativa. Il tempo non manca. «Già quando abbiamo imposto il divieto di utilizzo della piazza - spiega Cecati - avevo scritto che lo spazio delle piazze, in particolare quello di San Michele, è un'opera d'arte da conservare. Quella di San Michele, poi, è una delle poche piazze medievali d'Europa che garantisce di ammirare la chiesa secondo le giuste proporzioni, proprio grazie all'organizzazione dello spazio. Per questo abbiamo adottato, e oggi confermiamo, il provvedimento di divieto di utilizzo: non possiamo consentire a capannoni e strutture varie di alterare un'opera d'arte». In questa fase, dunque, per le Belle arti è prevalente la necessità di tutelare «uno spazio che ti consente di ammirare il monumento. Questa caratteristica è tipica delle piazza angolari, ma ce ne sono ormai poche - insiste Cecati - che hanno mantenuto le proporzioni originali. E chi arriva a Lucca vuole vivere questa esperienza». La conseguenza è che Lucca Comics deve riorganizzarsi. Trovarsi uno spazio alternativo, nel centro storico, adeguato alle sue nuove esigenze: «Se la manifestazione cresce, come è cresciuta in maniera considerevole in questi anni - osserva Cecati - deve avere un luogo dove potersi esprimere al meglio. Questo luogo, però, non può essere più piazza San Michele perché è impensabile impedire la visione di una chiesa a causa dei padiglioni. La legge, fra l'altro, ci sostiene in questa visione. Infatti, la valorizzazione di luoghi di interesse storico e artistico è sovraordinata a esigenze diverse, anche per una ragione pratica: mentre una manifestazione la puoi organizzare dove vuoi, un monumento non lo trovi ovunque. Se lo vuoi vedere devi andare in una determinata città che ha il dovere di conservarlo». Oltretutto - aggiunge Cecati - è da escludere che «chi è appassionato di fumetti decida di non venire più alla manifestazione solo perché non trova due padiglioni in piazza San Michele. Come non regge la teoria secondo la quale i grandi espositori boicotterebbero l'evento solo perché non possono montare gli stand nell'antico foro». Se già oggi questa è la visione della Sovrintendenza, a maggior ragione lo sarà una volta che il Comune (con le Belle arti) avrà deciso come restaurare il selciato della piazza. «Una volta che la ripavimentazione sarà stata recuperata - conferma Cecati - non si potrà più percorrere con i camion, né si potrà più caricare con strutture pesanti e invasive». Insomma, non basterà una pedana in legno a strappare l'autorizzazione a montare le tensostrutture dei Comics in piazza San Michele. O anche solo i banchi di una fiera. Questo, però - conclude Cecati - non significa che non si potranno più organizzare eventi in centro. Nessuno vuole una città museo, ma deve essere trovato un diverso equilibrio fra le esigenze di conservazione dei monumenti, valore aggiunto di Lucca, e quelle di organizzazione di eventi».
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