Il Tirreno

Lucca

L’ex assessore Chiari: «L’amministrazione dovrà pagare il servizio prorogato quest’anno»

Con il 2012, altri tagli in arrivo

B.A.
L’ex assessore Marco Chiari
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L’ex assessore Marco Chiari

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 LUCCA. Una mobilità ridotta per i mezzi privati a vantaggio dell'utilizzo dei mezzi pubblici, con i punti di interscambio come snodo centrale. Questa la filosofia che ha dato vita al nuovo piano delle corse di navette e bus extraurbani come la racconta Marco Chiari, ex assessore alla viabilità e "padre" del piano.  Una parte sostanziale del progetto iniziale però, non è stata realizzata.  «Erano previsti - spiega infatti Chiari - parcheggi scambiatori in prossimità dei punti di interscambio dei bus. Chi fosse arrivato lì con l'auto, avrebbe potuto lasciarla in sosta e prendere l'autobus per andare in centro. Un principio che viene attuato in molte città d'Italia e in tutta Europa. A Lucca no: questa città è l'antitesi della cultura del centro storico».  Chiari racconta anche che quando ha lasciato il suo incarico «c'erano finanziamenti disponibili per realizzare tutte le opere previste, ma i lavori non sono stati fatti. Bisogna provvedere al più presto, o il trasporto pubblico andrà velocemente a esaurimento e trecento posti di lavoro, quelli degli autisti, sfumeranno. È un rischio che mi preoccupa».  E continua che, se il suo progetto fosse stato realizzato per intero «il 20 per cento delle risorse venute a mancare sarebbe stato recuperato, per il principio di ottimizzazione delle corse che avevo adottato. Anche se devo dire che, per quanto riguarda i numeri dell'utenza, abbiamo sempre lavorato su dati empirici. Spetta alla Provincia il compito di monitorare il trasporto pubblico. Monitoraggio che ho sollecitato tante volte ma che non è mai stato prodotto».  Il nuovo piano delle corse, continua Chiari, era pronto per partire fra maggio e giugno di quest'anno.  Invece è stato ritardato, perché non erano state realizzate molte delle strutture (i punti di interscambio) necessarie e funzionali alla nuova organizzazione delle corse. Per i mesi in cui l'attuale servizio è stato prorogato (dalla scorsa primavera al 4 dicembre) il Comune dovrà corrispondere a Vaibus una cifra ragguardevole (alcuni milioni) che, a parere dell'ex assessore, potrà incidere sulla qualità (e quantità) del servizio già a partire del prossimo anno.  «Non mi preoccupo di oggi per il trasporto urbano, mi preoccupo invece di quello che succederà la prossima primavera, quando si faranno i conti dei costi che il Comune dovrà pagare per il servizio pieno prorogato in questi mesi e mancheranno i soldi, anche soldi per il futuro».

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