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Lucca

Cause perse, di chi è la colpa?

L’interno del tribunale di Lucca
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L’interno del tribunale di Lucca

L'assessore Dinelli chiede spiegazioni sui maxi-risarcimenti

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LUCCA. «La macchina comunale funziona o no?». La domanda esplode durante la giunta. L'assessore all'ambiente, Maurizio Dinelli, vuole spiegazioni. Vuole capire com'è possibile che il Comune debba pagare quasi 600mila euro di danni per un esproprio fatto male e per un terreno venduto come edificabile, quando non lo è perché attraversato da un canale pubblico.  Duplice l'obiettivo dell'assessore: capire come vengano scelti i professionisti esterni, compresi gli avvocati, ai quali il Comune affida gli incarichi, e capire se l'amministrazione si tuteli quando perde le cause perché difesa male o perché i propri funzionari hanno sbagliato le pratiche. «A mio avviso - esordisce Dinelli - è necessario capire chi, all'interno del Comune, scelga i professionisti ai quali affidarci per le cause o anche per altri incarichi. E si dovrebbe anche capire quali siano i criteri di selezione. Purtroppo, ho constatato che non esiste una struttura preposta. O meglio, esiste una sorta di comitato interno all'amministrazione, preposto a valutare il rispetto formale delle consulenze, ma non quello sostanziale». In pratica - prosegue Dinelli - «ho capito che se il professionista perde una causa perché è scarso, non gli possiamo muovere alcuna contestazione; invece, se le irregolarità sono di natura burocratica allora ci possiamo rivalere. Ma non credo che questo sia il sistema migliore per tutelarci da cause perse per incapacità dei legali scelti o per errori della macchina comunale». Il problema - replica Favilla - è che, soprattutto nel caso degli espropri gestiti male «alla base c'è la difficoltà di individuare il soggetto da liquidare in quanto proprietario del bene. Perciò, spesso i termini per gli espropri decadono e i privati ci fanno causa e la vincono. Questi contenziosi sono lunghi, a volte durano decenni e alla fine diventa anche difficile identificare chi ha commesso l'errore. Però, questo non significa che l'amministrazione rinunci a priori a rivalersi. Dobbiamo valutare, con la consapevolezza che molte cause perse le abbiamo ereditate da precedenti amministrazioni».

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