Il Tirreno

Lucca

In pochi rispettano il semaforo che regola il senso unico alternato

Caos a Porta S. Maria

Alessandro Petrini
Il traffico a Porta S. Maria (Vip)
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Il traffico a Porta S. Maria (Vip)

Difficile vedere un vigile, i lavori fino al 5 dicembre

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 LUCCA. Da una parte le file interminabili che bloccano piazza Santa Maria e finiscono in via Buiamonti, dall'altra le code che paralizzano la rotonda di piazzale Martiri della Libertà intaccando il traffico di viale Carlo del Prete e di via Barsanti e Matteucci. In mezzo a tutto questo c'è porta Santa Maria, realizzata nel '500, che ha tre ingressi. Uno è riservato a pedoni e biciclette, l'altro è chiuso per opere di pavimentazione, l'ultimo, quello più a ovest, è regolato da un semaforo che scandisce i tempi del senso unico alternato e spesso è poco rispettato senza che si v eda un vigile.  Il risultato è che entrare e uscire dalle Mura nella zona nord è diventata un'impresa e soprattutto una grande perdita di tempo. Nelle ore di punta si può impiegare mezz'ora ma anche di più per uscire dal centro storico mentre da fuori la circolazione rimane completamente bloccata. E non mancano i furbi che complicano la situazione.  Spesso infatti il semaforo non viene rispettato e le automobili decidono di passare ugualmente e altrettanto spesso le macchine in attesa di entrare si fermano oltre la linea dello stop impedendo alle automobili che provengono da piazza Santa Maria di effettuare la gimkana che poi li immette nella rotonda.  Disagi che dureranno fino al 5 dicembre, data in cui è prevista la fine dei lavori, e che l'assessore ai lavori pubblici Marco Agnitti conosce bene. «Questo è un tipo di intervento che doveva essere eseguito per preservare una parte importante del monumento che è il simbolo della nostra città. In più abbiamo scelto questo periodo non a caso in modo da evitare il Settembre lucchese, il periodo dei Comics e gli Europei di ciclocross e da finire tutto prima del periodo natalizio».  In particolare viene smontata l'intera pavimentazione in porfido per predisporre l'illuminazione a terra e per ripristinare i tombini per lo smaltimento delle acque bianche che erano otturati e ormai del tutto inutilizzabili. Il porfido smontato poi viene portato in un magazzino dove quattro operai si occupano della loro ripulitura per poi essere rimontati dai posatori "a coda di pavone", seguendo la modalità originaria di realizzazione. Un lavoro che richiede due settimana al quale se ne aggiunge un'altra di riposo per prepararla a resistere anche al traffico pesante. In più si procederà anche a smontare il portone in legno che poi sarà restaurato.  Quanto ai disagi, Agnitti spiega che è possibile entrare e uscire dalla città anche da Porta San Iacopo che rappresenta una valvola di sfogo importante: «Abbiamo sospeso fino alla fine dei lavori anche la zona a traffico limitato in via Michele Rosi in modo da provare a limitare il più possibile i disagi».

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