La manifestazione
Sciopero contro il caro mensa
Arianna Bottari
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Alunni escono da scuola (Vip) Gli alunni di Marlia escono alle 12,30 e mangiano a casa
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CAPANNORI. Torna lo sciopero contro l'aumento dei buoni mensa. Oggi i bambini delle scuole di Marlia (e di tutte quelle che vorranno aderire) usciranno alle 12,30, saltando il pranzo. Sciopero stabilito prima che il Comune facesse sapere che saranno applicati sconti sul secondo figlio. Decisione che non accontenta il comitato: «Bene lo sconto, ma perché in base all'Isee?». «Il "Comitato 60 centesimi" non vuole sminuire il valore dell'operazione dell'amministrazione comunale per la riduzione della tariffa sul secondo figlio che usufruisce del servizio mensa, ma intende ricordare che nei Comuni vicini (ai quali si guarda solo quando sono peggiori del nostro), lo sconto viene applicata a tutti, senza la presentazione dell'Isee». Il Comitato fa subito un esempio. «Accade a Lucca, per esempio, dove da 4,10 euro si passa a 3,69 con una diminuzione pari al 10 per cento per figlio - sostengono i genitori che animano la contestazione nei confronti delle scelte del Comune - -. Non si capisce perché a Capannori sia stato aggiunto uno scaglione da 17.500 a 21.500 euro riservato ai nuclei in cui i figli usufruiscono della mensa sono due. Ci sembra un tentativo di confondere le acque». Ma non finisce qui. «Inoltre - tuona il Comitato - il fatto che siano state modificate le fasce sta a significare che forse quello che ci era stato comunicato fin dai primi incontri, cioè che le stesse non potevano essere riformulate in questo anno scolastico, non era vero?» Duro l'intervento del Comitato dei genitori, che torna ad organizzare una protesta. Per ora limitata ad oggi, ma non è da escludere che le manifestazioni proseguano nel corso delle prossime settimane. «Se è stato possibile variare le fasce per il secondo figlio allora chiediamo, se questo è un anno sperimentale, che si modifichi anche tutto il resto, così come il comitato aveva chiesto». C'è una proposta per l'amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Del Ghingaro. «Perché non portare un tetto Isee a 28.000-30.000 euro? Questo, secondo noi, metterebbe il Comune in condizione di avere una reale panoramica della situazione economica delle famiglie capannoresi e di riutilizzare le risorse per investimenti per le famiglie, per gli anziani e i meno abbienti, laddove c'è reale necessità. «Fino a qualche mese fa sul sito del Comune ci si vantava che nonostante la crisi economica, per l'anno scolastico 2011/2012 i prezzi dei buoni pasto (50 euro per un blocchetto da 20 buoni pasto, quindi 2,50 euro a buono) sarebbero rimasti invariati - conclude il Comitato 60 centesimi -. Dopo ciò che è accaduto come si può chiedere alle famiglie di firmare quello che è a tutti gli effetti un contratto, senza sapere quando spenderemo. E soprattutto, sarà ancora un anno sperimentale? «Riteniamo che sia necessario il prima possibile rivedere le fasce Isee. L'unico aumento che riteniamo sia possibile accettare è quello del 1,7 per cento, vale a dire il tasso dell'inflazione programmata».
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