Il Tirreno

Lucca

Le offre un lavoro e poi la violenta

Luca Tronchetti
La donna è stata violentata nella casa in cui l’uomo le voleva offrire lavoro
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La donna è stata violentata nella casa in cui l’uomo le voleva offrire lavoro

Pensionato incastrato da un telecomando tv che la vittima sottrae dal suo appartamento

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 LUCCA. Dice di volerle offrirle un lavoro e invece la stupra. Accade ad inizio settembre nella Piana e, dopo una delicata indagine, finisce in carcere un pensionato di 69 anni. L'uomo, con la scusa di cercare una donna delle pulizie, invita una disoccupata di 49 anni nell'appartamento del figlio e abusa di lei costringendola a un rapporto sessuale.  A incastrare l'anziano, gli immediati esami ginecologici sulla donna e un telecomando tv grigio che la vittima preleva dall'appartamento dove si consuma lo stupro e che consegna ai militari come prova inconfutabile della sua presenza nella casa della violenza. La donna abita nel Capannorese e con l'aiuto della figlia, di un'amica e del suo legale, trova il coraggio di raccontare la terribile esperienza ai carabinieri di Capannori. Lei conosce solo il nome di battesimo, Gastone, del suo aguzzino. Servono accertamenti mirati (riscontri fotosegnaletici ed esami comparativi) al termine dei quali il sostituto procuratore Antonio Mariotti ottiene dal gip un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. L'arresto viene eseguito dai carabinieri.  L'ANTEFATTO  Il contatto con il presunto stupratore risale al 2 settembre. Il pensionato ottiene il numero di telefono della donna da un'amica comune. Lei però all'appuntamento quel giorno non ci può andare. Ma la mattina successiva il suo cellulare squilla ancora. L'incontro viene fissato alla farmacia di Borgonuovo a Gragnano. Il pensionato che abita nella Piana (evitiamo di pubblicare il nome completo per impedire il riconoscimento della vittima, ndr) offre un caffè alla signora e poi le propone un lavoro: fare le pulizie nell'appartamento del figlio in quel momento in vacanza. La donna lascia la propria auto in un parcheggio, sale sulla macchina del pensionato - un'auto rossa - e insieme si dirigono verso la casa che si trova a Rughi di Porcari. L'uomo - capelli brizzolati e occhiali da vista - invita la donna nell'appartamento a piano terra per dare un'occhiata alle stanze.  LA VIOLENZA  Giunti in sala la donna riceve una telefonata da un amico. Si allontana un momento, parla per 30 secondi, poi riaggancia e ripone il cellulare nella borsetta. Ma appena alza gli occhi si trova davanti il pensionato che si è tolto jeans e mutande. «Cosa fa?» urla spaventata. Ma non fa in tempo a reagire. Stando al suo racconto l'uomo le si butta addosso: le blocca i polsi, la sdraia sul divano, le alza la gonna e le strappa gli slip abusando di lei e cercando, senza riuscirvi, di avere anche un rapporto orale. La donna delle pulizie per un istante perde i sensi. Ma si tratta di pochi secondi. Si riprende, ma resta impietrita provando, senza riuscirvi, a divincolarsi. Solo alla fine del rapporto il pensionato si stacca da lei. A quel punto la donna prova a scappare, ma l'uomo le blocca i polsi e la trascina verso l'auto. «Ti rovino per quello che mi hai fatto» dice la donna all'aggressore. Lui, per tutta risposta, prova ad offrirle del denaro per farla desistere dall'idea di denunciarlo.  LE INDAGINI  È mezzogiorno e un quarto. Arrivata al parcheggio la donna sale sulla sua auto e torna a casa. Riceve la chiamata dell'amica e fissano di incontrarsi in un bar della Piana. Lì si sfoga e poco dopo racconta l'accaduto anche alla figlia. Viene avvertito il legale di fiducia, l'avvocato Nicola Barsotti, che l'accompagna al pronto soccorso: i medici riscontrano le ferite ai polsi giudicate guaribili in 10 giorni e l'esame ginecologico dimostra che c'è stato un rapporto sessuale. A quel punto la donna va dai carabinieri di Capannori per formalizzare la denuncia contro il pensionato di cui conosce solo il nome. E oltre al referto medico consegna ai militari il telecomando preso dall'appartamento dove sostiene di essere stata stuprata. Quindi, viene informato il magistrato che dispone ulteriori accertamenti per individuare l'autore della violenza. Con una scusa il presunto responsabile viene invitato in caserma e, a sua insaputa, fotografato. L'immagine viene mostrata alla vittima che lo riconosce.

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