Il Tirreno

Lucca

Mancano ancora gli insegnanti per i disabili

A due mesi dall'inizio delle lezioni, alunni parcheggiati in classe

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  LUCCA. A due mesi dall'inizio della scuola, molti studenti disabili sono senza insegnante. Parcheggiati in classe o costretti a frequentare solo per metà dell'orario scolastico, per problemi di gestione.  In altri casi, invece, la copertura per il sostegno è minima, poche ore a settimana, pochissime se paragonate all'orario scolastico complessivo. E questo vale anche per i ragazzi certificati con disabilità gravi che, secondo la legge, avrebbero bisogno di ore in deroga per essere seguiti a scuola.  Da più parti, a cominciare dal coordinamento lucchese Scuola bene comune che sta portando avanti da mesi la questione, si parla di diritto allo studio negato, con conseguenti gravi problemi per l'integrazione. Proprio in queste ore dovrebbero arrivare da Firenze notizie su un aumento del numero degli insegnanti di sostegno: era stata proprio l'assessore regionale all'istruzione, Stella Targetti, settimane fa a stabilire quella di oggi come data decisiva per l'incontro con la dirigente dell'ufficio scolastico regionale, Angela Palamone. «Stiamo attendendo - spiega il coordinamento scuola pubblica bene comune - che Regione e ufficio scolastico regionale comunichino a breve le risorse da destinare all'integrazione per i disabili in questo anno scolastico che è partito con il netto svantaggio. Nella nostra provincia non si rispetta neppure il rapporto, comunque insufficiente, di un insegnante di sostegno ogni 2 alunni certificati». Anche l'assessore provinciale Mario Regoli - prosegue l'associazione - si è «assunto l'impegno di convocare, eventualmente, un nuovo incontro in cui Regione e ufficio scolastico regionale possano dichiarare il pacchetto di impegni assolutamente necessari e urgenti». Ore di attesa, che non cadranno nel vuoto: se la Regione non facesse sapere niente o l'esito fosse negativo, il coordinamento è pronto a recarsi di nuovo a Firenze per pretendere il rispetto del diritto allo studio. «Il 24 novembre - continua il coordinamento - alle 17 consegneremo al Prefetto una prima tranche di firme raccolte sulla petizione contro l'Invalsi e le spese militari e per aggiungere nuove risorse per l'integrazione dei disabili e per la scuola pubblica in generale. Nell'occasione cercheremo di sensibilizzare il Prefetto al bisogno di far rispettare la sentenza della Corte Costituzionale che, già nel 2010, ha riconosciuto la necessità di garantire il diritto allo studio per tutti». N.D.

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