Il Tirreno

Lucca

L'occupazione non va più

Nadia Davini
Un corteo studentesco per le strade della città (foto d’archivio)
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Un corteo studentesco per le strade della città (foto d’archivio)

Fallisce al Vallisneri, gli studenti preferiscono il corteo

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  LUCCA. Fallita l'occupazione, l'obiettivo resta la manifestazione di giovedì, giornata mondiale del diritto allo studio. Al Vallinseri ieri gli studenti non ce l'hanno fatta: sono entrati e hanno dichiarato lo stato di occupazione, ma subito si sono scontrati con buona parte dei compagni (rappresentanti di istituto compresi) contrari a questa protesta. Così dopo un'assemblea plenaria, considerazioni varie e proposte sparse, la decisione è stata chiara a tutti: tornare in classe e pianificare azioni di protesta più incisive e meglio organizzate. Ore di stallo, quindi, negli istituti lucchesi: al Fermi e al Giorgi sono terminati gli scioperi studenteschi e i ragazzi sono tornati al normale orario scolastico; all'Isi Machiavelli si tengono assemblee informative e di confronto, ma al momento di autogestioni, presidi o lezioni in piazza non se ne parla; idem al'artistico. In generale, di occupare, riducendo la protesta a questa unica azione, c'è sempre meno voglia. E i motivi sono semplici: ogni anno, da diversi anni, più o meno in questo periodo, si ripete il copione delle occupazioni, strumentalizzate da chi vuole screditare le ragioni della mobilitazione. «Per questo motivo sta nascendo sempre di più - spiega il rappresentante del "Vallisneri" - l'idea di trovare nuove forme di intervento. Proporre un progetto più ampio, che abbia respiro nel lungo periodo e possa rappresentare un reale contributo per un cambiamento generale».  È un silenzio strategico, quello dei manifestanti lucchesi, utile per pianificare la manifestazione di giovedì che parte alle 9 da piazzale Verdi. Il corteo sfilerà per le vie del centro: «Oltre alla scuola - spiegano dall'Assemblea Lucchese contro la crisi - vogliamo porre al centro del dibattito anche le questioni relative al lavoro, alla precarietà, al futuro che ci viene negato per decisione di banchieri e finanzieri». Da piazzale Verdi partirà un corposo gruppo di manifestanti che andrà a confluire e a riniunirsi con gli studenti delle varie scuole, organizzati in presidio davanti ai rispettivi istituti.  Il tam tam della manifestazione viaggia soprattutto sul web. Su facebook si sta già diffondendo la data dell'appuntamento, con orari e punto di ritrovo. Intanto ieri pomeriggio al Cantiere Giovani si è tenuta un'assemblea con le scuole, presenti anche la Rete degli studenti di Lucca, l'Assemblea Lucchese contro la crisi (una costola locale del più grande movimento degli Indignados) e il coordinamento lucchese scuola pubblica bene comune. Sempre con un occhio alla manifestazione di giovedì, organizzata con rinnovato vigore, soprattutto dopo la caduta del governo Berlusconi. «Ne Tremonti né Monti», sintetizzano gli studenti quando viene chiesto loro un riferimento alla situazione nazionale. E il messaggio è estramamente chiaro, non lascia spazio a interpretazioni e delimita con convinzione il profilo da tenere per le prossime settimane. «Questo governo tecnico - dicono - rispetterà alla lettera i dettami dell'Ue e dell'Fmi: noi facciamo appello a quel 99% dei cittadini che stanno pagando la crisi, pur non avendola creata».

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