Il Tirreno

Lucca

Disagi sulla Pisa-Aulla l'odissea dei pendolari raccontata su Facebook

Luca Dini
La protesta dei giovani pendolari durante i festeggiamenti per i cento anni del treno in Garfagnana (archivio)
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La protesta dei giovani pendolari durante i festeggiamenti per i cento anni del treno in Garfagnana (archivio)

Nasce una pagina che viene aggiornata in tempo reale su tutti i treni soppressi e i disservizi per gli utenti

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 CASTELNUOVO. La festa è passata, i proclami anche, ma i disagi sulla linea Pisa - Aulla proseguono imperterriti.  Si è verificato un ulteriore episodio di treno soppresso che ha scatenato le proteste dei pendolari, in particolare sul web.  Da questa rabbia e voglia di comunicare i disagi, sul social network Facebook è nato un gruppo all'interno del quale gli utenti aggiornano la situazione dei ritardi dei treni in tempo reale. Una forma di servizio, un tam tam tra i pendolari, soprattutto tra gli studenti che frequentano l'Università di Pisa e le scuole superiori di Lucca. La denominazione del gruppo aperto è "I problemi della linea Fs Pisa Aulla".  Cosa è successo? Il regionale delle 13,43 da Pisa Centrale non è mai partito. Inizialmente, però, le comunicazioni erano di un ritardo salito fino a 50 minuti. Un'attesa vana perché il treno veniva soppresso.  Oltre al danno, la beffa perché sul binario dove i pendolari aspettavano passa l'inconfondibile treno diretto in Garfagnana, ma non fa salire perché effettua trasporto materiali e non passeggeri e se ne riparte vuoto.  Poco meglio è andato a chi aspettava quel treno a Lucca. Anche qui le prime comunicazioni annunciano un ritardo che da 15' sale a 35' fino alla notizia della soppressione. Se non altro, questa volta Trenitalia mette a disposizione una navetta che accompagna i pendolari lungo la tratta. Così, le parole della lettera dei pendolari, che dopo aver recapitato un messaggio alle istituzioni, hanno anche pensato al dopo protesta, suonano come sorde.  «Non ne possiamo più di sentire la voce "Ci scusiamo per il disagio" - scrivono i pendolari sulla pagina facebook - è arrivato il momento di dire basta, di fare sentire la nostra voce visto che i disagi che viviamo sono sempre gli stessi. La cosa più assurda è che, mentre i treni peggiorano sempre più, le stazioni sono sempre più in degrado e i binari ormai troppo vecchi, l'abbonamento o il semplice costo di un biglietto continua ad aumentare. Dove finiscono i nostri soldi? Ormai, il divario qualità/prezzo è diventato insostenibile, non è più accettabile un servizio così scadente. Se ne parla da anni, ma nessuno fa mai qualcosa. Purtroppo questa linea dimostra ampiamente i 100 anni che abbiamo festeggiato l'altro sabato».

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