Il Tirreno

Lucca

Tate o badanti a domicilio per soci lavoratori

Angelica D'Agliano
Un’anziana assistita da una badante (archivio)
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Un’anziana assistita da una badante (archivio)

Positiva l'esperienza del progetto "La mano amica" di una coop

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 LUCCA. Un progetto da 146mila euro, mai tentato prima nella provincia di Lucca, ha permesso a una coop sociale di aiutare le mamme lavoratrici a conciliare famiglia e impegni lavorativi. Da gennaio 2010 a settembre 2011 la coop La Mano Amica (coop sociale di Lucca specializzata in servizi alla persona, 131 lavoratori di cui ben 107 donne, molte delle quali giovani madri) ha messo in piedi tante cose che renderebbero la vita molto più facile in qualsiasi azienda: un servizio per l'infanzia per bambini da 0 a 6 anni, figli dei dipendenti e soci; una serie di postazioni di telelavoro per lavoratori con figli; un servizio di tata a domicilio per i soci (o badante nel caso di anziani o parenti malati in carico al lavoratore); una serie di buoni spesa per i lavoratori con figli in età di asilo nido (0-3 anni) per coprire parte della retta mensile a carico della famiglia.  L'esperienza de La Mano Amica, significativa nell'intero panorama regionale, dimostra come far nascere buone prassi (con l'aiuto dello Stato) sia possibile. Nel 2008 la cooperativa, che è una delle realtà occupazionali più importanti impegnate nel terzo settore nella provincia di Lucca, ha partecipato a un bando ministeriale sulla legge 53 dell'8 marzo del 2000, che riguarda le politiche per la conciliazione. Così ha preso il via il progetto "La Mano Amica si organizza tra famiglia e lavoro".  I numeri del progetto sono significativi. In due anni le ore erogate di tata a domicilio sono state più di 1320. I bambini figli dei soci che hanno beneficiato della tata sono stati 26, così come quelli che hanno potuto usufruire di uno spazio gioco adiacente alla coop nei momenti di assemblee o formazione. Il servizio per l'infanzia è rimasto aperto nei due anni per 15 ore settimanali nei primi mesi e per 20 ore settimanali nei successivi, con ampliamento degli orari nei periodi estivi e natalizi. Dieci bambini di lavoratori hanno usufruito dei buoni spesa destinati a coprire parte della retta del nido. Le postazioni di telelavoro sono state 6, destinate alle lavoratrici mamme con cariche dirigenziali o amministrative. La vita di molte mamme lavoratrici, in definitiva è cambiata in meglio. La sfida adesso è mantenere le buone prassi instaurate camminando con le proprie gambe.

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