Il Tirreno

Lucca

Nel mirino la variante urbanistica

Un’ipotesi di progetto per il nuovo stadio
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Un’ipotesi di progetto per il nuovo stadio

«Artifizi consapevoli» per far tornare i conti di S. Anna e stadio

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 LUCCA. «Artifizi consapevoli» per far tornare i conti. Per trovare la superficie necessaria alle grandi operazioni immobiliari del gruppo Valore, come la costruzione di un nuovo quartiere a S. Anna e di un complesso polivalente allo stadio Porta Elisa. Nel ricorso in Cassazione contro l'ordinanza del tribunale del Riesame di annullamento delle misure cautelari adottate nei confronti degli indagati nell'inchiesta sulla corruzione, la Procura conferma le accuse contro Maurizio Tani, ex dirigente comunale all'urbanistica.  Al contrario di quanto sostiene il tribunale fiorentino, per la Procura l'architetto avrebbe commesso «atti contrari al dovere d'ufficio», non potendo non sapere - «da funzionario esperto e avveduto» - che fossero falsi ed errati i calcoli delle superfici residenziali residue, alla base della variante urbanistica che ha sbloccato l'operazione di S. Anna. In sostanza, la Procura fa presente i (presunti) «artifizi utilizzati da Tani quale funzionario responsabile per far adottare all'amministrazione comunale una variante che, nonostante il suolo per nuovi insediamenti residenziali fosse totalmente consumato (almeno a S. Anna), avrebbe consentito a Valore spa di realizzare i propri imponenti progetti».  La Procura, dunque, contesta tutte le giustificazioni riconosciute dal Riesame a Tani. Intanto, l'accusa ribadisce che poco importa il fatto che il dirigente cercasse soluzioni per sbloccare l'operazione di S. Anna solo per «evitare una controversia tra Comune e Valore spa», che in più di un'occasione, in effetti, ha minacciato una causa milionaria contro l'amministrazione. Non rileva neppure, sostiene la Procura il fatto che la «falsa prospettazione della realtà urbanistica» sarebbe stata elaborata sulla base di pareri di consulenti del Comune e che Tani si sarebbe limitato a «conformare il contenuto dei provvedimenti adottati (la variante) a tali pareri». Oltretutto espressi - sottolinea la Procura - da un consulente «atipico», quale il professor Giuseppe Stancanelli, presidente di Lucca holding, spa che controlla le società del Comune, compresa quella del settore immobiliare.  Per il sostituto procuratore, non può essere usato come argomento per alleggerire la posizione di Tani neppure il fatto che la scelta di resuscitare l'operazione di S. Anna «fosse di natura politica, condivisa e voluta dall'amministrazione comunale e dal sindaco. Tale volontà, anche se fosse stata unanime (e non lo era), non dovrebbe influenzare le scelte del funzionario pubblico, dovendo questi sempre conformare il suo operato a principi di trasparenza, correttezza, equità e imparzialità. Che Tani, poi, fosse consapevole delle falsità ideologiche che hanno consentito di forzare le norme urbanistiche, attraverso un'accorta opera di dissumulazione, emerge da atti (soprattutto intercettazioni) che il tribunale di Firenze ha totalmente omesso di considerare».  Come avrebbe omesso di considerare che Tani, in quanto dirigente all'urbanistica, era responsabile - conclude la Procura - di tutti gli atti preliminari (ma obbligatori) e i pareri che hanno portato all'adozione delle varianti, da quella dello stadio a quella al piano strutturale.

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