Trasporti
Invito a comparire per Favilla
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Invito a comparire in procura per il sindaco Mauro Favilla. La prossima settimana - sciopero degli avvocati permettendo - il primo cittadino dovrà rispondere alla domande del pubblico ministero Fabio Origlio sui finanziamenti ottenuti per la campagna elettorale del 2007. Compreso il contributo che gli avrebbe versato l'ex patron della Lucchese, Fouzi Hadj.
«A quello che mi risulta sono stato invitato a comparire - conferma Mauro Favilla - per rispondere a domande sui finanziamenti per la mia campagna elettorale. In particolare, la procura mi vuole chiedere se coloro che hanno dato contributi abbiano seguito la procedura di legge. Se abbiano fatto tutto secondo le regole, insomma. A quello che mi risulta, la procura è interessata a capire se i sostenitori, che hanno finanziato la mia campagna elettorale tramite le proprie società, abbiano deliberato il contributo con un atto del consiglio di amministrazione». La questione - stando a Favilla - riguarderebbe anche il contributo versato da Fouzi Hadj, l'ex presidente della Lucchese calcio che mandò in fallimento la società sportiva.
«Se mi chiedono se Hadj abbia dato un contributo di 5mila euro alla mia campagna elettorale senza delibera del consiglio di amministrazione della sua società - riprende Favilla - io non lo so e neppure lo posso sapere. Non ho preso direttamente i finanziamenti della campagna elettorale. Secondo quanto prevede la legge, era stato indicato un committente per la campagna elettorale, Natale Mazzoni, e ha già fornito tutta la documentazione richiesta alla Procura».
Se il pubblico ministero è al corrente del contributo di Hadj - sottolinea Favilla - è perché «Mazzoni è stato in grado di fornirgli una ricevuta per il denaro ottenuto che, lo ripeto, io non ho mai maneggiato personalmente. Se, poi, mi si chiede se Fouzi Hadj abbia fatto deliberare il contributo elettorale dal consiglio di amministrazione della Lucchese calcio, questo non lo so e non lo posso sapere». L'inchiesta e l'invito a comparire, dunque, non turbano Favilla che già da qualche tempo ha nominato un proprio legale di fiducia, una professionista pisana, visto che in prima battuta gli era stato assegnato un avvocato d'ufficio.
«Sono sereno, anche perché - insiste Favilla - non era compito mio sapere se i contributi alla campagna elettorale fossero stati approvati, in caso di società, dai consigli di amministrazione. Io non lo so e non lo sapevo allora. Sono certo, comunque, che per tutti i finanziamenti avuti, è stata rilasciata regolare ricevuta, come dimostrato dal committente elettorale che ha consegnato la documentazione alla Procura. Ma anche se ci fossero problemi e venissero riscontrate irregolarità, di cui non sono al corrente, la questione verrebbe chiusa con il pagamento di una multa». In ogni caso, Favilla esclude che l'invito a comparire possa riguardare l'inchiesta sulla corruzione e sui presunti legami fra tangenti e operazioni immobiliari, per la quale sono stati indagati anche l'ex assessore Marco Chiari, l'ex vicesindaco Giovanni Pierami, l'ex dirigente all'urbanistica, Maurizio Tani e l'ex presidente del comitato ambientale del Comune, Andrea Ferro.
«A quello che mi risulta sono stato invitato a comparire - conferma Mauro Favilla - per rispondere a domande sui finanziamenti per la mia campagna elettorale. In particolare, la procura mi vuole chiedere se coloro che hanno dato contributi abbiano seguito la procedura di legge. Se abbiano fatto tutto secondo le regole, insomma. A quello che mi risulta, la procura è interessata a capire se i sostenitori, che hanno finanziato la mia campagna elettorale tramite le proprie società, abbiano deliberato il contributo con un atto del consiglio di amministrazione». La questione - stando a Favilla - riguarderebbe anche il contributo versato da Fouzi Hadj, l'ex presidente della Lucchese calcio che mandò in fallimento la società sportiva.
«Se mi chiedono se Hadj abbia dato un contributo di 5mila euro alla mia campagna elettorale senza delibera del consiglio di amministrazione della sua società - riprende Favilla - io non lo so e neppure lo posso sapere. Non ho preso direttamente i finanziamenti della campagna elettorale. Secondo quanto prevede la legge, era stato indicato un committente per la campagna elettorale, Natale Mazzoni, e ha già fornito tutta la documentazione richiesta alla Procura».
Se il pubblico ministero è al corrente del contributo di Hadj - sottolinea Favilla - è perché «Mazzoni è stato in grado di fornirgli una ricevuta per il denaro ottenuto che, lo ripeto, io non ho mai maneggiato personalmente. Se, poi, mi si chiede se Fouzi Hadj abbia fatto deliberare il contributo elettorale dal consiglio di amministrazione della Lucchese calcio, questo non lo so e non lo posso sapere». L'inchiesta e l'invito a comparire, dunque, non turbano Favilla che già da qualche tempo ha nominato un proprio legale di fiducia, una professionista pisana, visto che in prima battuta gli era stato assegnato un avvocato d'ufficio.
«Sono sereno, anche perché - insiste Favilla - non era compito mio sapere se i contributi alla campagna elettorale fossero stati approvati, in caso di società, dai consigli di amministrazione. Io non lo so e non lo sapevo allora. Sono certo, comunque, che per tutti i finanziamenti avuti, è stata rilasciata regolare ricevuta, come dimostrato dal committente elettorale che ha consegnato la documentazione alla Procura. Ma anche se ci fossero problemi e venissero riscontrate irregolarità, di cui non sono al corrente, la questione verrebbe chiusa con il pagamento di una multa». In ogni caso, Favilla esclude che l'invito a comparire possa riguardare l'inchiesta sulla corruzione e sui presunti legami fra tangenti e operazioni immobiliari, per la quale sono stati indagati anche l'ex assessore Marco Chiari, l'ex vicesindaco Giovanni Pierami, l'ex dirigente all'urbanistica, Maurizio Tani e l'ex presidente del comitato ambientale del Comune, Andrea Ferro.
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