Il Tirreno

Lucca

Desco, quattro weekend sull'enogastronomia del nostro territorio

Domenico Tani
La presentazione del Desco e uno stand della passata edizione
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La presentazione del Desco e uno stand della passata edizione

Nell'edizione 2011, al Real Collegio, previste anche sfide tra prodotti diversi dall'agroalimentare

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  LUCCA. Aprirà sabato 19, nell'ex Real Collegio, la settima edizione de «Il Desco, sapori e saperi lucchesi» che si concluderà domenica 11 dicembre, dopo 4 fine settimana di mostra. La proposta di quest'anno è stata illustrata dal presidente della Provincia Stefano Baccelli, dall'assessore comunale Moreno Bruni, dal presidente della Camera di Commercio Claudio Guerrieri e dal direttore dell'Apt Icilio Disperati.  Disperati ha illustrato nei dettagli le caratteristiche ed il programma della rassegna che si è ormai affermata nel panorama nazionale come uno dei punti di riferimento per gli amanti dell'enogastronomia. Lo conferma il numero dei visitatori in costante aumento.  La linea dell'innovazione nella tradizione è premiante ed il brand «Desco» è ormai riconoscibile e apprezzato nella programmazione degli eventi autunnali della Toscana.  L'edizione 2011 ha visto l'adesione di 70 espositori per celebrare i sapori del territorio: salumi, formaggi, pane, pasticceria, vino, olio, tutti prodotti che rendono Lucca e la sua provincia famosa e apprezzata nel mondo e che gli amanti della buona tavola potranno gustare nei chiostri del Real Collegio.  Tra le novità c'è il «Desco Ring». Non si parla di pugilato: sarà un ring sul quale gli sfidanti si affronteranno a base di specialità culinarie. A sfidarsi ogni volta ci sarà un produttore o un responsabile del presidio e un giornalista che illustreranno vizi e virtù, somiglianze e differenze tra alimenti della tradizione perduti o recuperati.  Nel primo appuntamento di sabato 19 saliranno sul ring il grano saraceno della Valtellina e il farro della Garfagnana.  Il farro della Garfagnana ha il marchio Igp e da secoli disegna il paesaggio della montagna con colori brillanti e morbidi i cui chicchi vengono lavorati ancora oggi in antichi molini a pietra. Il grano saraceno della Valtellina detto "furmentùn" o "farina negra" per via del colore scuro dalle sue origini (nel seicento) è sempre stato considerato un ingrediente molto povero e troppo complicato da coltivare.  Chi la spunterà?

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