Sicurezza
Il Comune rinuncia al diritto di opzione, bando per il 35% delle quote
Aeroporto, c'è il via libera ai soci privati
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La pista dello scalo di Capannori 2 MINUTI DI LETTURA
CAPANNORI. Il consiglio comunale ha approvato con i voti contrari dell'opposizione e quelli favorevoli della maggioranza, eccetto Romano Raffanti (contrario) e Paradisi (astenuto) un aumento di capitale per consentire l'ingresso di soci privati nella società aeroportuale per una quota del 35%. Nei prossimi giorni sarà pubblicato un bando. Il Comune di Capannori, quale socio di maggioranza con il 90 per cento delle azioni (il restante 10 per cento è in mano alla Provincia e alla Camera di Commercio di Lucca) rinuncia al diritto di prelazione e di opzione, per consentire l'ingresso di soci privati e quindi l'apporto di nuove entrate per la società. Con la modifica dell'articolo 6 dello statuto, resa possibile dal provvedimento votato dall'assemblea, si prevede la riduzione del valore nominale di ogni azione che da 1 euro scende a 50 centesimi, portando il capitale sociale a 500mila euro. Verranno così collocate sul mercato 560 mila nuove azioni dal valore nominale di 50 centesimi, un'operazione che farà aumentare il capitale sociale fino a 780 mila euro. Nel bando di gara sarà previsto anche un sovraprezzo minimo di 39 centesimi ad azione, in questo modo la società Aeroporto di Capannori potrà incamerare risorse che andranno a formare un fondo di riserva. Contraria all'operazione tutta l'opposizione. «In passato abbiamo speso moltissimi soldi per l'aeroporto in progetti fasulli - dice il capogruppo dell'Udc Gaetano Ceccarelli - Se si intende tornare a quei tempi, noi prendiamo le distanza. Si torna a parlare di una nuova pista da 1200 metri, più vicina agli abitati di Tassignano e di Paganico, sul sedime di proprietà del demanio militare. Questo significa cambiare le carte in tavola, rispetto al confronto costruttivo iniziato mesi fa e tornare al "piano Cecchella" degli anni'80 e riproposto a grandi linee nel 2001-2002, tutte proposte miseramente fallite per mancanza dei presupposti di ordine tecnico ed economico, necessari alla loro realizzazione concreta. Progetti che comportarono costi rilevanti per la società e, di riflesso, per la comunità capannorese». A.B.
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