Finanza
Ora alla Wepa si investe
Arianna Bottari
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Un interno della cartotecnica Wepa di CapannoriMilioni di euro nei prossimi 3 anni per la produzione
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CAPANNORI. a 120 a una decina di esuberi, accompagnati alla mobilità con gli ammortizzatori sociali. E poi investimenti per milioni di euro nei prossimi tre anni. Si conclude così la vicenda Wepa, scoppiata alcuni mesi fa e che minacciava di mettere in ginocchio 120 famiglie della Piana. Il panorama ora è drasticamente cambiato, i negoziati con i sindacati hanno portato ad un nuovo piano industriale che implementerà le attività dell'azienda tedesca nella Piana. «Siamo soddisfatti - esordisce Fabio Graziani della Slc-Cgil - perché arrivare ad un'intesa su un nuovo piano industriale è stato un grande risultato. Quel piano che prima prevedeva 120 esuberi, una volta modificato ci ha invece permesso di intervenire in maniera tale da ridurre drasticamente il numero dei lavoratori da tagliare, riducendoli ad una decina». Ma come si è arrivati a un tale risultato? «Abbiamo lavorato insieme all'azienda sulla possibilità di accompagnare i lavori dall'uscita volontaria. Per prima cosa, l'uscita volontaria è prevista per i lavoratori pensionabili, prevedendo, naturalmente, un incentivo. Potranno usufruire di un incentivo anche quei lavoratori che non hanno ancora diritto alla pensione, ma che intendono ugualmente ricollocarsi sul mercato. Sulla base delle richieste di uscita volontaria (e dopo gli accertamenti dovuti) saremo in grado di stabilire con esattezza il numero degli esuberi, ma possiamo prevedere che saranno ridotti ad una decina», spiega l'esponente della Cgil. Questi lavoratori saranno dapprima messi in cassa integrazione straordinaria, quindi collocati in mobilità. Ma il piano industriale non prevede solo queste manovre. Una voce importantissima è rappresentata dagli investimenti. Si è passati dal possibile declino dei siti produttivi Wepa nella Piana, a un piano che prevede di investire negli stessi siti diversi milioni di euro nei prossimi tre anni. Dunque, non solo il mantenimento delle linee produttive, ma qualcosa di più. Gli investimenti si concentreranno soprattutto nel biennio 2012-2013. C'è poi la nota infrastrutture. Le amministrazioni locali, in particolare quella di Capannori, si erano offerte di farsi promotrici di progetti infrastrutturali in grado di aiutare l'azienda (e non solo la Wepa), di rendere i collegamenti migliori, di accompagnare le attività produttive in un processo di razionalizzazione e miglioramento delle infrastrutture. «È fondamentale che si prosegua su questa strada - conclude Graziani -. È noto che in Italia, non solo nella Piana, le infrastrutture e i collegamenti non aiutano le aziende a migliorare e a risparmiare. I costi sono alti (penso a collegamenti ed energia), a fronte di servizi di non altissimo livello. Se vogliamo essere competitivi e convincere le aziende a rimanere, dobbiamo intervenire in maniera decisa».
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