Il Tirreno

Lucca

Aveva guidato la redazione di Lucca negli anni Settanta

Si è spento Salvatore Nino Gallo scrittore e collega del Tirreno

Marco Innocenti
Il giornalista Salvatore Nino Gallo, era stato alla guida della redazione de Il Telegrafo negli anni Settanta e poi redattore sportivo al Tirreno
◗
Il giornalista Salvatore Nino Gallo, era stato alla guida della redazione de Il Telegrafo negli anni Settanta e poi redattore sportivo al Tirreno

2 MINUTI DI LETTURA





  LUCCA. Si è spento ieri mattina, a 81 anni, il collega Salvatore Nino Gallo, caposervizio della redazione di Lucca negli anni Settanta e poi giornalista sportivo del Tirreno. Lascia due figli, Luciano, giornalista dell'ufficio stampa della Provincia, e Adriano, oltre al nipotino Filippo. I funerali si terranno domani alle 15 nella chiesa di S. Anna. Eccellente prosatore, oltre che cronista di gran fiuto (la nera e lo sport erano i settori che prediligeva), Gallo, salernitano di origine ma a Lucca dal 1964, aveva prima collaborato con Dino Grilli per poi diventare il responsabile della redazione, all'epoca in piazza Napoleone, sopra il caffé Ninci.  Tra i collaboratori più assidui, Gallo poteva contare su Luigi Talenti, altra storica firma del Telegrafo prima e del Tirreno poi, e di chi scrive che, agli inizi della professione, ha avuto in Nino un maestro sia per i primi rudimenti, sia per il modo di concepire la cronaca e rapportarsi con la città.  Per Gallo, era sempre la notizia che comandava, da qualunque parte provenisse, e sul suo giornale c'era sempre spazio per tutti, anche per quanti esprimevano idee e concetti non condivisi. Nino era convinto - a buon diritto - che la cronaca dovesse essere uno spazio di dibattito e di crescita della città, di confronto serrato, ma civile, nell'interesse della collettività.  Era davvero difficile, per tutti, litigare con lui. Dal suo carattere trasparivano bonomia e sensibilità, quest'ultima confermata dalla sua felice vena di prosatore.  Palazzo Ducale fu, nel 2007, la sede della presentazione del suo ultimo romanzo, "Il fegato di Cristo", una storia appassionata d'amore tra due giovani ai tempi di Tangentopoli. Si era classificato secondo al premio letterario "Montenero" nel 1966 con il racconto "La compagna di viaggio", e aveva vinto, nel 1967, il "Premio Pisa" con il racconto "La voce giovane" e, nel 1972, il "Premio Garfagnana" di giornalismo. Il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, ha espresso cordoglio per la scomparsa. Alla famiglia vanno le più sentite condoglianze della nostra redazione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa