Il dolore
La giustificazione: sedute abolite nei negozi di vicinato per differenziarli dai pubblici esercizi
Il Comune risponde al Garante
Barbara Antoni
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Un gazebo di un pubblico esercizio nel centro città Somministrazione, per l'ente l'articolo 17 favorisce la reale concorrenza
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LUCCA. L'articolo 17 vuole solo marcare una netta differenziazione tra negozi di viginato non autorizzati a praticare la somministrazione di cibi e bevande al tavolo e pubblici esercizi, che invece, per definizione, hanno questa vocazione. In sintesi, è la versione che il Comune ha reso all'Antitrust in risposta al quesito che si è visto recapitare dopo la segnalazione del titolare di una pizzeria a taglio in zona Anfiteatro, il signor Giuseppe Melis. Secondo questo imprenditore, nell'articolo 17, come del resto in altre norme previste dal regolamento dei pubblici esercizi (nella segnalazione all'Antitrust, lui cita le metrature minime troppo alte per aprire un nuovo pubblico esercizio nel centro storico) sono ravvisabili gli estremi per una contestazione. Come da prassi, l'Antitrust, prendendo in esame la pratica del commerciante lucchese, ha chiesto ulteriori informazioni sulla materia all'ente chiamato in causa, in questo caso il Comune. Il quale, da parte sua, ha tenuto così una linea coerente a quelle che sono le impostazioni contenute nel regolamento vigente. Nella risposta all'Antitrust è stato spiegato che l'articolo 17 è il frutto di una concertazione con le categorie più rappresentative in città degli imprenditori attivi nel campo dei pubblici esercizi, e che ogni regola prodotta è stata proposta e approvata nell'ottica di favorire una «reale concorrenza fra esercizi di vicinato ed esercizi invece di somministrazione». Questo il cuore della puntualizzazione, che continua spiegando come per i negozi di vicinato non siano previsti arredi assimilabili a sedute. Proprio perché nei negozi di vicinato non è previsto il consumo seduti dei cibi e delle bevande. Al contrario, per questo tipo di esecizio, il regolamento ha previsto appoggi e mensole per i clienti, anche in questo caso concordati con le associazioni di categoria. Anche all'Antitrust, il Comune ha così ribadito la convinzione che l'articolo 17 sia ispirato a giusti principi. Consapevole, comunque, che il regolamento nel suo insieme si trova nel pieno di una revisione che potrebbe portare a modificarne alcune parti sostanziali. Modifiche che saranno presto portate all'approvazione del consiglio comunale. Quanto alla procedura di valutazione innescata dall'Antitrust, questa potrà portare via anche alcuni mesi. perché - come prevede l'iter del garante - ogni pratica viene in primo luogo approfondita a livello tecnico e normativo e poi sottoposta a un organismo designato a dare il giudizio definitivo. Oggi pomeriggio intanto la commissione finanze del consiglio comunale si riunisce per valutare il documento di Confcommercio e Confesercenti in merito alla revisione del regolamento dei pubblici esercizi.
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