Il Tirreno

Lucca

Espropri errati, maxi-risarcimenti

Procedura incompleta, il Comune deve pagare 276mila euro ai privati

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 LUCCA. Il Comune sbaglia le procedure per l'esproprio e ora deve pagare oltre 276mila euro ai proprietari dei terreni che sono stati utilizzati per utilizzati per costruire strade. Con questo provvedimento, in pochi giorni sale a oltre mezzo milione l'importo dei risarcimenti che l'amministrazione comunale deve riconoscere a privati per errori grossolani commessi negli atti amministrativi.  La prima maxi-liquidazione è stata riconosciuta, proprio pochi giorni fa, a un'impresa della Piana, alla quale il Comune aveva venduto nel 1997 un terreno per la costruzione di un capannone. Invece, il lotto si era rivelato inedificabile perché non era mai stato spostato il canale che lo attraversava. E visto che l'impresa non era stata in grado di ampliare l'attività, ha ottenuto un risarcimento del danno con una sentenza già passata in giudicato. Dopo questo risarcimento di quasi 260mila euro, ora il Comune è costretto a riconoscere un'indennità di 276.242,82 euro a cinque privati per occupazione illegittima di terreni a San Concordio.  La vicenda parte quasi 30 anni fa: il 15 luglio 1982 il Comune ha occupato terreni a San Concordio «necessari alla realizzazione di viabilità e parcheggi». Iniziati i lavori, però - scrive il Comune nella determina di liquidazione dell'indennità - la procedura «espropriativa non è stata conclusa nei termini di legge e, quindi, l'occupazione, divenuta illegittima, aveva determinato l'acquisto dei terreni da parte del Comune per accessione invertita (l'occupazione appropriativa o illegittima di un immobile o di un terreno da parte della pubblica amministrazione, ndr)». Di conseguenza i privati si sono rivolti al tribunale che, nel 2003, ha determinato il danno per la perdita dei beni, dichiarandosi, però, «incompetente alla determinazione dell'indennità di occupazione legittima». A quel punto, sia i proprietari dei terreni occupati sia il Comune hanno appellato la sentenza che è stata riformata in secondo grado nel 2007. Con la sentenza rivista e corretta il Comune è stato condannato a versare ai privati «a titolo di occupazione legittima gli interessi calcolati dal 15 luglio 1982 al 18 marzo 1991 sulle somme determinate dalla corte d'appello nel 2007». In più è stato condannato a versare «gli interessi legali su questa somma, maggiorata anno per anno della rivalutazione Istat» per il periodo che va dal 18 marzo 1991 al saldo del debito. E così, l'ufficio patrimonio-espropri del Comune ha effettuato i conteggi definitivi e ha quantificato di dover ai cittadini "espropriati" un'indennità di oltre 276mila euro.  Resta, però, da chiarire chi abbia commesso l'errore che ha determinato la maxi-liquidazione, se l'amministrazione comunale abbia intenzione di rivalersi nei confronti di chi non abbia completato la procedura di esproprio nei termini di legge. Sempre che la Corte dei conti non intervenga prima a fare chiarezza sulla vicenda. i.b.

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