Sicurezza
Una pista tutta nuova per l'aeroporto
Arianna Bottari
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La pista dell aeroporto di Capannori Si prevede di spostarla di 100 metri e di portarla a 1200 metri di lunghezza
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TASSIGNANO. Una pista tutta nuova (e a norma) a sud, un parco agricolo-energetico a nord, il collaudo delle strutture, lo sviluppo della collaborazione con la protezione civile. Questi alcuni dei punti principali del piano di sviluppo dell'aeroporto illustrato dall'amministratore delegato della società di gestione Eugenio Baronti alla commissione sviluppo del Comune. Prosegue la collaborazione con l'Enac e si conta di ottenere l'approvazione del piano e della concessione ventennale a breve scadenza, vale a dire entro la fine dell'anno. Intanto il bando per l'entrata del socio privato è stato rimandato ad Enac, che aveva chiesto alcune modifiche. Non più due piste, quindi, ma la modifica di quella già esistente, che deve essere spostata (circa 100 metri a nord) e portata a 1200 metri di lunghezza, come da normativa. Naturalmente dopo aver aperto un tavolo di confronto con le autorità militari, cosa mai fatta prima. E poi c'è ancora da portare a termine la sanatoria delle strutture abusive e il conseguente collaudo: il bar-ristorante è finalmente a norma, sia secondo il Comune che secondo l'Asl, ora tocca alla palazzina nata per la protezione civile, che ospiterà al sia gli uffici della società che, al piano superiore, gli uffici della protezione civile nazionale, tornata da poco a Tassignano. Infine, la stesura definitiva del piano di sviluppo, che seguirà le indicazioni date dall'amministrazione targata Del Ghingaro, nell'attesa che arrivi un socio privato. Insomma, i mesi passano, il bando per la cessione di parte delle quote della società di gestione dell'aeroporto non è ancora pronto (è appena stato rimandato all'Enac con le modifiche richieste dall'ente), ma l'amministratore delegato Baronti, durante l'audizione davanti alla commissione, è apparso fiducioso. Il piano di sviluppo rimane uno dei momenti fondamentali per il futuro della struttura. Al momento la società sta lavorando a una prima bozza, ma le indicazioni sono chiare: così come è ora, l'aeroporto di Capannori non ha possibilità, dunque qualcosa deve cambiare. Serve una pista più lunga (1200 metri) e più larga (almeno 30), in grado di assicurare quel servizio di aviazione generale e di servizio (oltre che per attività scientifiche) al quale l'aerostazione aspira. E la pista deve anche essere spostata un po', almeno di cento metri verso nord, per allontanarla dall'autostrada, come da norme di sicurezza. Società ed Enac stanno lavorando a braccetto, così da evitare eventuali ritardi sull'approvazione del piano da parte dello stesso ente. Enac starebbe aiutando anche a livelli superiori, ovvero al ministero. È lì, infatti, che al momento si accumulano i ritardi maggiori. Per ora, neanche una parola sul bando, per esempio. Tempi ministeriali, certo. Ma che potrebbero complicare la situazione per la società, che di tempo non ne ha moltissimo e che è impegnata su svariati fronti. Non ultimo quello del parco agricolo-energetico da realizzare nell'area nord del sedime, a ridosso della stazione ferroviaria di Tassignano.
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