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Lucca

I cento anni di Guglielmo Petroni

I cento anni di Guglielmo Petroni

Lucca si appresta a celebrare uno dei suoi più grandi scrittori, con una due giorni di eventi

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Scrive Andrea Camilleri: «Nella mia vita ci sono stati due libri che mi hanno formato non come scrittore, ma come persona: il primo, in ordine di tempo, era stato, ancora negli anni del fascismo, "La condizione umana" di Malraux; il secondo indubbiamente fu "Il mondo è una prigione" di Guglielmo Petroni».

Lucca, città natale di Petroni (1911-1993), si appresta a celebrarne i cento anni dalla nascita con una manifestazione e un convegno a palazzo Ducale venerdì e sabato 11 e 12 novembre. Intanto, dopo quasi 30 anni, è appena tornato in libreria, edito da Sellerio con la citata prefazione-ricordo di Andrea Camilleri e una nota critica di Salvatore Nigro, "Il nome delle parole", premio selezione Campiello 1984.

Organizzate, col sostegno del Comune, dall'Accademia Lucchese di Scienze Lettere e Arti che proporrà con l'Editore Pacini Fazzi una riedizione speciale de "La morte del fiume" (premio Strega 1974), la manifestazione si aprirà a Lucca, venerdì 11 pomeriggio con la premiazione del concorso fotografico organizzato dall'Autorità di Bacino in ricordo dello scrittore al quale è dedicata la Terrazza Petroni, ingresso del Parco fluviale di Lucca a Monte S. Quirico.

Sabato 12 a palazzo Ducale, la mattina, convegno con i saluti del sindaco e assessori, apre la relazione di Daniela Marcheschi "Petroni, le sue opere e Lucca", mentre Paolo Vanelli presenterà il romanzo "La morte del fiume" da lui curato.

Il pomeriggio interventi di Walter Pedullà, che illustrerà e ricorderà Petroni uomo e scrittore; di Giorgio Patrizi con una relazione sulla natura etica della narrativa e poesia di Petroni e di Salvatore S. Nigro con un intervento sul Petroni narratore tra romanzo e autobiografia.

Guglielmo Petroni, come racconta proprio in "Il nome delle parole", ha avuto una formazione culturale completamente da autodidatta, facendosi conoscere prima attraverso la pittura poi con alcune poesie che attirarono l'attenzione del mondo letterario, soprattutto nella Firenze delle Giubbe Rosse. Fu così tra i fondatori di Letteratura e collaboratore de Il Selvaggio di Maccari, e de L'Italiano di Longanesi.

Nel 1938, invitato da Malaparte, si trasferisce a Roma per dirigere la redazione di Prospettive. Partecipa alla resistenza e nella primavera del 1944 è arrestato, consegnato alle SS a via Tasso, torturato e condannato a morte, salvato in extremis dall'arrivo degli alleati. Il suo primo libro, pubblicato subito dopo la Liberazione e nato da quella esperienza, fu appunto "Il mondo e' una prigione".

Petroni ha avuto molti premi, ma teneva in particolare alla laurea Honoris Causa a riconoscimento della sua attività, ricevuta nel 1985 dall'Antica Università di Sassari per tutta la sua opera, al cui centro, oltre alle poesie, sono altri tre romanzi: "La casa si muove", "Noi dobbiamo parlare" e "Il colore della terra".

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