Il Tirreno

Lucca

Otto mesi e 300 multa per l’assistente domiciliare che rubava in casa del vicino

Patteggia il ladro "cieco"

Un controllo dei carabinieri (Vip)
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Un controllo dei carabinieri (Vip)

I carabinieri lo denunciano per truffa allo Stato

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 LUCCA. Ha patteggiato 8 mesi e 300 euro il cieco totale arrestato sabato da un carabiniere che lo aveva sorpreso a rubare in casa di un vicino, un commerciante di via San Paolino. Renzo Zani, 44 anni, assistente domiciliare, difeso dall'avvocato Veronica Nelli, ha avuto la sospensione della pena ed è tornato a casa, ma per lui i guai non sono finiti. È stato infatti denunciato per truffa ai danni dello Stato: essendo stato riconosciuto cieco totale, percepisce una pensione di invalidità. Adesso dovrà spiegare come ha fatto a entrare nell'appartamento di Massimiliano Puccioni, titolare dell'osteria Bastian contrario, e a prendere 350 euro. Che il derubato aveva lasciato apposta in evidenza. Lo aveva fatto per incastrare il ladro che da tempo gli portava via i soldi. Il sospetto di Puccioni è che Zani abbia commesso più colpi ai suoi danni. Un andazzo insopportabile per il commerciante. Che aveva deciso di fare da sé le indagini, piazzando con l'aiuto di un amico telecamere che hanno inquadrato Zani mentre si metteva in tasca i quattrini. La trappola si era completata con la presenza nell'alloggio di un carabiniere che aveva arrestato il ladro.  Da tempo a Puccioni sparivano soldi. Aveva inizialmente dato la colpa alla propria distrazione, dal momento che la sua casa non veniva mai messa a sottosopra.  Gli episodi erano aumentati. Una volta la compagna dell'imprenditore non aveva più trovato 800 euro, anticipo dello stipendio. Poi erano scomparsi 1000 dollari che dovevano servire per un viaggio a Boston. Quindi si erano volatizzati i soldi per pagare l'affitto: messi al mattino su un mobiletto, erano spariti di colpo.  Davvero un po' troppo anche per una persona distratta. E così Puccioni aveva lasciato apposta 300 euro in un cassetto e li aveva fotografati: la prova provata, insomma, di non averli messi altrove. Poi era uscito e al ritorno il denaro non c'era più. In casa, tutto apparentemente a posto. A quel punto Puccioni aveva lasciato altri 250 euro in un cassetto. Spariti pure quelli. Un giallo sempre più fitto. Fino a che il commerciante aveva avuto l'idea di rivolgersi a un tecnico amico che aveva installato le telecamere in casa, capaci di immortalare il vicino "cieco" che rovista nei cassetti.  Ora resta da capire come Zani abbia potuto entrare in casa.  E rimane da stabilire il suo grado di cecità. Scatteranno gli accertamenti medici disposti dall'autorità giudiziaria e dall'Inps.

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